Caos nidi, anche il Paolo Ricci si smarca:
«Le decisioni spettano al Comune»
CIVITANOVA - Continua la lotta intestina in maggioranza sulla questione delle due strutture che saranno chiuse a settembre. Il cda della municipalizzata non ci sta a prendersi la responsabilità. E ormai è uno scaricabarile collettivo, come fa notare il consigliere dem Micucci: «Nessuno si preoccupa di risolvere i problemi delle famiglie costrette a fare i salti mortali per organizzare il prossimo anno educativo dei loro figli: la preoccupazione di sindaco e assessori è solamente quella di non restare col cerino in mano»

Alfredo Perugini, presidente del cda del Paolo Ricci
«Poter oggi addossare la colpa della vicenda degli asili nido alla nostra azienda sarebbe un sollievo per molti, ma come componenti del Consiglio di amministrazione dell’Asp “Paolo Ricci” siamo certi che tutti capiranno non possiamo permetterlo».
Caos asili nido (con due strutture che saranno chiuse a settembre per restyling) e rimpallo di responsabilità in maggioranza: le due questioni ormai vanno a braccetto. E ora a prendere parola sono i componenti del cda dell’Asp Paolo Ricci Alfredo Perugini, Paolo Piccinelli, Monica Rendina e Pier Paolo Rossi. Dopo che ieri era stato l’assessore Ermanno Carassai a scagliarsi contro FdI, ora sono i vertici della municipalizzata a non voler passare da capro espiatorio di quello che a tutti gli effetti è stato un pasticcio dell’amministrazione. Pasticcio da cui adesso tutti cercano di smarcarsi. FdI ha difeso l’assessore Barbara Capponi puntando il dito contro l’altro assessore, Carassai. Carassai ha detto che tutti sapevano, ora il Paolo Ricci che prova a difendersi a sua volta dopo aver di fatto ammesso che la giunta era stata avvista per tempo. D’altronde, proprio il cda del Paolo Ricci era stato un caso fin dalla prima votazione, quando la maggioranza scelse i componenti con un colpo di mano, mettendo all’angolo il partito con più peso, FdI.
«In questa vicenda – dice il cda della municipalizzata – siamo sempre stati e continuiamo ad essere aperti alla collaborazione con l’Amministrazione comunale, facendoci parte attiva nell’individuare spazi alternativi al fine di recuperare i posti perduti per le chiusure dei nidi da ristrutturare. Non da ultimo questo Consiglio di amministrazione ha indicato la Casa di accoglienza per mamme e bambini “San Silvestro” che per caratteristiche strutturali è già pronta all’utilizzo e ha altresì offerto alcuni locali di proprietà da adattare per l’esigenza. Gli sforzi sinora profusi, oltre che finalizzati a dare una risposta alle richieste delle famiglie, sono stati indirizzati anche alla salvaguardia di tutte le professionalità che da anni collaborano con l’Asp “Paolo Ricci”, il cui patrimonio di esperienza, capacità, dedizione e competenza non può assolutamente andare disperso. Questa azienda è gestore del servizio e può proporre e non imporre soluzioni di carattere strutturale che sono di pertinenza del Comune. Pertanto – conclude il cda – siamo certi che le dichiarazioni politiche degli ultimi giorni siano frutto di un abbaglio. Ma ora, arringhe a parte, è necessario che tutti si mettano al lavoro, il tempo stringe e ci sono famiglie che da noi aspettano ben altre e più urgenti risposte».
«Prosegue la rassegna cinematografica messa in piedi dalla Giunta Ciarapica – incalza il consigliere dem Francesco Micucci – lo scorso venerdì in occasione del Consiglio Comunale è infatti andata in onda la proiezione del film “Scappo dalla città “. Il racconto della fuga di Ciarapica ed i suoi assessori dai genitori che chiedevano risposte e dalle loro responsabilità amministrative. Mercoledì c’è stata la proiezione de “Lo scaricabarile”, protagonista Alfredo Perugini, presidente del Paolo Ricci, che ha messo all’angolo l’amministrazione comunale inchiodandola alle sue responsabilità. Ammettendo che il Paolo Ricci da tempo aveva messo in allerta Ciarapica e la sua giunta sui gravi disagi che ci sarebbero stati a seguito della chiusura di due nidi, di fatto Perugini da degli incompetenti a sindaco e assessori, in particolare la Capponi, che ha la delega ai Servizi sociali ed educativi. È invece poi è arrivata la proiezione del film “Guerra per bande”. Il coordinatore di FdI respinge le accuse fatte al suo assessore Capponi da Perugini. Anzi, lascia intendere che la colpa non è della Capponi ma di Carassai che segue i lavori pubblici e non si sarebbe attivato per risolvere i problemi derivanti dalla ristrutturazione dei due nidi. Infine il regista Carassai presenta “L’armata Brancaleone”. Con questo film-denuncia infatti l’assessore Carassai vuol far conoscere alla città che tutti in giunta sapevano tutto fin da settembre dello scorso anno, ma nessuno ha fatto nulla. Insomma, nessuno si è preoccupato e si preoccupa di risolvere i problemi delle famiglie costrette a fare i salti mortali per organizzare il prossimo anno educativo dei loro figli: la preoccupazione di sindaco e assessori è solamente quella di non restare col cerino in mano. Diciamo che per una città come Civitanova, abituata ai fasti del Civitanova Film Festival, uno spettacolo cinematografico di terz’ordine quello messo in piedi da Ciarapica e i suoi assessori. La paura per le famiglie e la città è che “i nostri” vogliano prolungare la rassegna cinematografica e che quindi le proiezioni e il pessimo spettacolo offerto non siano ancora finite»
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Non state dimostrando il peggio, lo avevate già fatto. Adesso state solo raschiando, visto che stavolta siete riusciti a toccare il fondo per vedere se riuscite ad andare ancora più giù. Ci voleva una storia forte come può esserlo un disinteresse totale verso genitori alle prese con i problemi legati agli asili nido e completamente abbandonati da tutti con il sindaco in fuga che dovrebbe stare protocollato da qualche parte e speriamo ben attaccato ( è una similitudine anche se non lo fosse, serve solo a rendere l’idea ). Qui c’è solo un problema, che tutti questi signori sono legati al sindaco : per convenienza, per riconoscenza, per disposta fiducia, per qualsiasi motivo anche discutibile per non usare termini indecenti che poi non verrebbero postati. Ad esempio questo qui sopra che si lamenta, dopo aver portato in giro e significa anche dai futuri oppositori di minoranza nel consiglio comunale, scelse o fu costretto a scegliere il sindaco a cui portare il tra l’altro scarso mazzetto di voti. Naturalmente premiato dal ridiventato primo cittadino come del resto ha dovuto dare a chi il contento e a chi il….tino a tutti quelli che gli sono stati più utili ed anche a quelli che magari non avrebbe voluto ma visto che senza di loro forse non sarebbe riuscito nell’intento di replicare e non c’era assolutamente il bisogno di ribeccarselo, li ha dovuti per forza di cose imbarcarli. Ma quelli che più mi sembrano poco appropriati e qualcuno lo sta dimostrando, sono proprio quelli già usati ma pare però che non ci si sia accorti che seppur con la garanzia dell’ottimo usato, la data sarebbe scaduta ben presto. Potranno fare tutti pace, potranno risolvere il problema ma niente toglie che alla prima difficoltà sono tutti pronti a mostrare il loro lato peggiore. Naturalmente concedo il beneficio di considerare che non sia l’unico.