Caos nidi, mamme in trincea:
«Non c’è posto per 57 bambini»
CIVITANOVA - Il Comune ha comunicato la chiusura di due strutture. Una delle madri, Francesca Gentili: «Tutti sapevano che questi lavori si sarebbero dovuti fare, perché l'amministrazione si è ridotta all’ultimo? Ci hanno detto che stanno cercando di trovare 13 posti in più alla Lumachina e forse altri 14 al Cipì ma per ora non c’è nulla di scritto». Presentate due interrogazioni in Consiglio

Francesca Gentile, Alessia Cagnazzo, Isabella Quintili e Vivien Gattafoni
di Laura Boccanera
C’è chi è incinta e immagina che non riuscirà a far entrare al nido il suo bimbo, chi ha altre figlie a scuola e la mattina sarà costretta a fare lo slalom fra casa, lavoro, scuola elementare e nido dall’altra parte della città. E sono tutte imbufalite. E non a caso in conferenza ci sono tutte mamme, perché poi è sulle donne che il tema dei figli viene scaricato.
E’ caduta come un fulmine a ciel sereno sulle famiglie la decisione del comune di Civitanova di chiudere gli asili nido Cavalluccio marino e Grillo parlante dirottando i bambini che lo frequenteranno anche per il prossimo anno negli altri due nidi della città, a San Marone e a Santa Maria Apparente. E la recriminazione da parte di tutte è proprio sulla tempistica: «tutti sapevano che questi lavori si sarebbero dovuti fare, ci sono articoli di dicembre, il Comune certamente lo sapeva, perché ridursi all’ultimo minuto e non prevedere locali alternativi e soluzioni che fossero di aiuto alle famiglie?» chiede Francesca Gentile, una mamma che ha una bimba che a settembre frequenterà la materna e un’altra che invece dovrà entrare.
Con una lettera il Paolo Ricci comunica in maniera sbrigativa che “per il prossimo anno educativo sarà possibile accogliere tutti i bambini già frequentanti gli altri due nidi funzionanti (La Lumachina di via Quasimodo e Il pesciolino d’oro di via Vecellio) ed effettuare la richiesta di trasferimento”. Oltretutto l’assegnazione sarà fatta sulla base della domanda e in caso di esaurimento dei posti nel nido prescelto rimarrà come scelta solo l’altro a disposizione. Sicuramente un disagio per le famiglie e per i più piccoli costretti ad un nuovo inserimento e a spazi e luoghi diversi, con problematiche anche per la routine quotidiana delle famiglie.
Ma il problema maggiore è per le famiglie dei bambini in graduatoria che aspettavano di entrare e che invece non troveranno posto. E loro, tra l’altro, non sono stati avvisati in alcun modo. Di fatto i posti a disposizione, già occupati dai bambini frequentanti i due asili che verranno chiusi sono 21 alla Lumachina e 10 al Pesciolino d’oro. «Se fosse stato un normale anno scolastico a settembre ci sarebbero stati 59 nuovi inserimenti – spiega Francesca Gentile, una delle mamme promotrici della conferenza stampa di oggi pomeriggio alla quale hanno partecipato anche i consiglieri Francesco Micucci del Pd, Letizia Murri di Ascoltiamo la città e per Dipende da noi Elisabetta Giorgini – al momento però di questi 59 c’è spazio solo per 2 bambini della graduatoria generale. Ci hanno riferito che si stanno cercando 13 posti allargando la Lumachina utilizzando due aule della Mestica e forse altri 14 al Cipì, ma al momento di scritto non c’è nulla».

Elisabetta Giorgini, Letizia Murri e Francesco Micucci
I consiglieri di opposizione hanno depositato due interrogazioni urgenti, con l’obiettivo di discuterne già nel consiglio comunale di venerdì prossimo. «Perché non si sono mossi per tempo trovando altre strutture a disposizione? – chiede un’altra mamma – va benissimo che si facciano i lavori di ristrutturazione, ma visto che si sapeva da tempo perché lasciare nell’incertezza decine di famiglie. E oltretutto un altro problema è l’assenza di posti anche nel privato. Al di là del fatto che chi sceglie quello pubblico lo fa per la riconosciuta eccellenza del servizio e non solo per il costo. Ma è anche vero che ci sarà un aggravio di spesa perché i privati hanno alzato i prezzi».
Pone anche il problema occupazionale Letizia Murri: «Ci chiediamo anche che fine faranno educatori, inservienti, personale che lavorava in questi asili – dice – con una maggiore programmazione potevano essere inseriti, si crea così un danno alle famiglie».
«E’ innegabile che ci sia stato un ritardo nella comunicazione. E non è possibile che oggi gli assessori neghino di essere a conoscenza dell’accaduto – dice Francesco Micucci – la questione di spazi alternativi è complessa, ma l’amministrazione doveva attivarsi prima. E’ necessario trovare strutture in grado di offrire una risposta a tutti o prevedere risorse per tamponare le tariffe di chi sarà costretto a ricorrere al privato».
Caos nidi a Civitanova, ne chiudono due per lavori e ora i posti non bastano per tutti
Ditelo alla Meloni che vuole aumentare la natalità. E poi non vogliono investire i soldi del PNRR negli asili nido.
https://twitter.com/ChanceGardiner/status/1674031791542345729/photo/1
In attesa che come assessore alla cultura ancora più noioso dia una sua risposta simile alle centinaia vuote, inutili, sciape e rafforzo con scialbe che da anni propina con a favore il dubbio che sia qualcuno più preparato a scrivergliele per non affogare del tutto nel classico bicchiere d’acqua, possiamo solo accordargli che in fondo è in linea con l’under dog sempre più rabbioso e nervoso che dice una mare di panzane ma che sa che sta distruggendo quel poco rimasto in Italia a favore di sanità, scuola e infanzia. La situazione civitanovese è semmai aggravata dal fatto che si vantano sempre della filiera corta che c’è tra loro e i preparatissimi Regionari, amministratori con facoltà direttive, economiche, sociali che non sfruttano se non per mera propaganda lasciando che le Marche come del resto anche tutto il sud nazionale affondi. Poi spesso, i nostri Regionari seppur ben consci della mancanza assoluta di una sia pur minima qualità ancora hanno il coraggio di parlare…
Basterebbe leggere una qualsiasi statistica per sapere di come il governo, quello centrale sia completamente immobile a tutte quelle azioni obbligatorie a cui dovrebbe perlomeno cercare di dare risposte concrete per non massacrare oramai acclaratamente il ceto minimo che quello è giustamente previsto dalla politica di destra e se qualcuno dice che non è vero probabilmente appartiene a quello massimo di ceto perché il medio comincerà, lo fa già a onor del vero ad avvicinarsi sempre più a quello sottostante. L’Italia che rispetto a paesi non più evoluti ma solo meglio governati e non da adesso ha per l’infanzia ben altre infrastrutture e servizi che chiaramente giovano al’intera famiglia che risente di in un minor aggravio di penitenze a cui questi soggetti ci vorrebbero obbligare e già lo fanno: giornalmente. Certo è impossibile parlare di queste cose e non ricordare che Lui sbraita in Parlamento sulla crescita di natalità. Con quindicimila euro al mese potrebbe cominciare magari a dare l’esempio visto che non è che abbia una famiglia molto numerosa. Poi perché non va a parlare personalmente con i suoi stupendi costosissimi tailleur con le persone, magari con quelle che forse vorrebbe vedere in fila davanti a qualche chiesa, cappello in mano. Leviamo il forse e speriamo che i vari Donzelli, Borroni, Ciccioli, Salvini, la Tigre della Garbatella stessa, vengano sostituiti da qualcosa di nuovo che vergognandosi profondamente e di loro e di simili senza distinzione di simpatie politiche riescano a portare un po’ di sollievo a chi tanto bene non sta a cominciare dai pensionati che al mese prendono poco più di una loro giornata e devono sempre sollazzarsi tra i famosi extra profitti di Eni ecc. e mangiare meno per via dell’inflazione per cui ci pensa adesso la professoressa d’Italia a portare tutto il suo sapere a Bruxelles per risolvere la questione. Io spero sempre anche sapendo che a volte sputando in aria ti può ricadere addosso, che potrei anche essere veloce e scansarmi e che qualcun’altro se lo becchi. Naturalmente questo è solo un modesto esempio non consono a chi tante difficoltà non solo non cerca di dare sollievo ma sembra godere a peggiorare. La nostra amministrazione cittadina, provinciale anche se ci pensano già i maceratesi a contestarne il presidente, quella regionale e quella governativa tutte ben allineate sembrano ben spedite a cozzare contro un muro di cemento che neanche un esplosione atomica scalfirebbe. E ci finirà. Certo mi incuriosisce vedere nuovamente il ritorno solitamente scornato dall’Europa dove oltre a non contare un mazzo, andiamo a dichiarare guerra. Beh certo tutto è possibile ma bisogna anche guardare bene lo sfidante…. e immaginare quanto terrore susciterà da quelle parti.