Il colonialismo italiano,
Carlo Lucarelli a Unimc

MACERATA - L'appuntamento è per giovedì dalle 17 alle 19 nell’aula blu del Polo Pantaleoni. L'ateneo: «Di quel periodo e di quelle vicende viene ancora veicolata un’immagine edulcorata, frutto di retoriche e simbologie del passato; uno stereotipo civilizzatore degli “italiani brava gente” dietro il quale si nasconde, invece, una realtà di stragi e massacri»

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Carlo Lucarelli

 

Giovedì lo scrittore Carlo Lucarelli sarà ospite dell’Università di Macerata, dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e relazioni internazionali, per un seminario nell’ambito del corso di storia dell’Africa contemporanea del professor Uoldelul Chelati Dirar, che nei suoi studi si è occupato principalmente di storia del Corno d’Africa, in particolare dell’Eritrea e dell’Etiopia in epoca coloniale. Porterà il saluto anche il rettore John McCourt.  

L’incontro, che si terrà dalle 17 alle 19 nell’aula blu del Polo Pantaleoni sarà incentrato sul tema del colonialismo italiano, affrontato da un punto di vista storico e letterario. «Di quel periodo e di quelle vicende – spiega Unimc – viene ancora veicolata un’immagine edulcorata, frutto di retoriche e simbologie del passato; uno stereotipo civilizzatore degli “italiani brava gente”, per riprendere il titolo di un’opera dello storico Angelo Del Boca, dietro il quale si nasconde, invece, una realtà di stragi e massacri».

Sebbene molti saggi abbiano affrontato l’argomento, come ha già spiegato in passato lo scrittore bolognese, «ci manca un immaginario familiare che possa riempire quei momenti e fargli da sfondo». Attraverso una trilogia di romanzi – “L’ottava vibrazione”, “Albergo Italia” e “Il tempo delle iene” – il maestro riconosciuto del neo noir italiano ha ripercorso la storia del colonialismo italiano in Eritrea in forma di giallo. Dai racconti, ambientati negli anni intorno alla battaglia di Adua, emerge il quadro delle responsabilità italiane nella campagna d’Africa. «Io stesso fin da bambino – ha dichiarato una volta alla stampa Lucarelli – sapevo tutto di Little Big Horn e niente della battaglia di Adua. Studiare e appropriarsi di quel passato significa capire molto di quello che succede nel presente, che spesso ha proprio là le sue radici».


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