«Parcheggi e ruderi da ricostruire,
piano particolareggiato di Elcito da rifare»

SAN SEVERINO - Il circolo di Legambiente Il Grillo sul Tibet delle Marche: «Spiacevoli sorprese, il Comune blocchi l'approvazione»

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Elcito

«Il piano particolareggiato di Elcito è tutto da rifare», così il circolo di Legambiente Il Grillo di San Severino. Tra parcheggi e ricostruzione di alcune case che sono ruderi da anni, Legambiente interviene in difesa del Tibet delle Marche che ha caratteristiche uniche e «il Piano particolareggiato di centro storico deve salvaguardarle.

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La spiaggetta

Intervenire su un centro di questo rilievo storico e paesaggistico è operazione delicatissima: un’operazione che deve essere in tutto e per tutto intesa alla stregua di un intervento di restauro che si esegue su un dipinto o su una scultura. Si possono consolidare i materiali, i colori, con piccoli interventi mirati, senza aggiungere nulla nelle lacune, senza vistose integrazioni che ne cambino la fisionomia e che ripercorrano gli errori già fatti nei “restauri stilistici” ormai non più possibili. L’unica differenza che c’è tra un’opera d’arte ed Elcito sta nel fatto che quest’ultimo deve poter continuare ad essere vissuto, senza però pensare di avere qui gli stessi comfort che si hanno altrove. Rispettosi adeguamenti tecnologici, fognature, cablaggi di impianti a rete interrati, sono interventi possibili anche nell’ambito del Restauro urbano ed è a questo che il Piano particolareggiato dovrebbe dare norma, consentendo interventi minimali e rispettosi dell’esistente.

Nel piano invece troviamo una prima spiacevole sorpresa: la natura e destinazione delle aree di parcheggio. L’area di sosta di biciclette ciclomotori è individuata nel prato che viene definita “la spiaggetta”, ovvero il sedime dell’antico palazzo abbaziale nel cuore dell’abitato. Poi vi troviamo un parcheggio per auto nella “piazzetta”, ovvero il sagrato della chiesa, angusto e di forma irregolare. Quali gli spazi di manovra? La rampa attuale, da dove saliranno e scenderanno auto per la sosta sarà semaforizzata? Un nuovo parcheggio, previsto nella parte bassa del paese, sarà realizzato nei pressi di una piccola edicola mariana, tagliando alberi e sbancando centinaia di metri cubi di terreno, per livellarlo realizzando alti muri di sostegno contro terra. Ci sembra una soluzione sbagliata anche questa. Eppure, sono anni che la Pro Elcito propone la realizzazione di un parcheggio al di fuori dell’abitato, soluzione apprezzata da tutti gli amministratori, ma mai attuata».
elcito-fronte-estL’altra sorpresa: «la ricostruzione di alcuni edifici allo stato di rudere da decenni. In particolare – da quanto si è appreso dagli stessi progettisti in consiglio comunale – questi sarebbero almeno quattro. Le condizioni per la loro ricostruibilità sarebbero: la preesistenza e la disponibilità di fotografie che ne documentano l’altezza. Ma gli edifici che sono in queste condizioni sono molti di più di tre. Con quale criterio ad alcuni è concesso e ad altri no? E per quale motivo? Come si deciderà la fisionomia delle facciate, se la foto ne raffigura una o, al massimo, due di scorcio e poco visibili? E le altre? I materiali da costruzione?» domandano. Ma, aggiungono «la perplessità più grande riguarda l’incongruità di ricostruire parti ormai storicamente considerate perdute, che è un intervento assolutamente inconciliabile con la disciplina del restauro. Infine, come si farà a dire di no a qualcuno e consentire la ricostruzione ad altri? Di recente alcuni ruderi sono stati venduti al prezzo di rudere. Chissà che proprio quei fortunati acquirenti non si trovino ora per le mani un edificio di cui è possibile la ricostruzione? Queste criticità e questi quesiti si sarebbero dovuti affrontare prima, in una presentazione pubblica del piano, che ha avuto una lunghissima gestazione, alla cittadinanza e agli stakeholder e non passando, senza nemmeno un’adeguata completa illustrazione, alla sua adozione all’ultimo punto di un consiglio comunale qualsiasi. Fino al 26 dicembre sarà possibile presentare osservazioni e opposizioni al piano. Un appello al Comune: blocchi l’approvazione e riveda le previsioni».


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