“Roma, non altro”
L’Accademia Georgica presenta
il libro di Dolores Prato

TREIA - Appuntamento sabato al teatro comunale. La pubblicazione è stata curata da Valentina Polci, docente dell’Università di Macerata, studiosa della scrittrice
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L’Accademia Georgica presenta il libro di Dolores Prato “Roma, non altro” edito da Quodlibet. Appuntamento sabato 3 dicembre al teatro comunale di Treia. La pubblicazione è stata curata da Valentina Polci, docente dell’Università di Macerata, nonché studiosa di Dolores Prato, impegnata nel recupero del patrimonio inedito della scrittrice. Intorno all’opera della scrittrice, la Polci ha partecipato a diversi convegni e conferenze di rilevanza nazionale. Alla cerimonia di presentazione, oltre al Comune di Treia, hanno dato il patrocinio l’Università di Macerata, il Liceo classico e linguistico “Leopardi” di Macerata, l’istituto comprensivo “Egisto Paladini” di Treia, la compagnia teatrale “Fabiano Valenti” e il centro studi “Dolores Prato”. La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo e condivisione del Ministero della Cultura “Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali”.

«Il volume, fortemente sostenuto da questa antica istituzione, ha inteso significare l’operato della scrittrice e pubblicista Dolores Prato attraverso la raccolta e pubblicazione degli articoli in particolare a quelli riferiti alle celebrazioni del centenario di “Roma Capitale”», scrive l’Accademia Georgica.

La scrittrice Dolore Prato (1892-1983) nacque a Roma e fu affidata da piccolissima ai suoi due zii di Treia, Domenico, sacerdote, e sua sorella, dove visse fino al 1912, istruita prima dai parenti e poi all’educandato salesiano delle suore della Visitazione, finché non si trasferì a Roma per laurearsi alla facoltà di Magistero nel 1918. Insegnò lettere in alcune scuole statali fino al 1927 (a Sansepolcro in Toscana, poi a Macerata e San Ginesio nelle Marche). Dopo un breve periodo d’insegnamento a Milano, alla Libera scuola di cultura e d’arte di Vincenzo Cento, si stabilì a Roma dove collaborò con diversi quotidiani, tra cui “Paese Sera”. In vita pubblica due libri, Sangiocondo (1963) e Scottature (1967), entrambi in autoedizione. Nel 1980 esce per Einaudi una versione parziale del romanzo Giù la piazza non c’è nessuno. In Quodlibet sono apparsi Scottature (1996), Giù la piazza non c’è nessuno (versione integrale a cura di Giorgio Zampa, 2009; prima edizione Mondadori 1997), Sogni (2010) e Voce fuori coro di Dolores Prato. Trascrizione e commento dei frammenti autografi su Roma capitale d’Italia (Polci, 2016).

In occasione delle celebrazioni del centenario di Roma Capitale, Dolores Prato si addentrò nella storia, nel paesaggio urbano e nelle tradizioni di Roma, con un’attenzione particolare alle trasformazioni e distruzioni – un “assassinio” – subite dalla città nel suo divenire capitale del nuovo Regno e passando poi attraverso il piccone di Mussolini, la retorica fascista, l’affermazione del capitalismo industriale. Fermò i suoi pensieri in alcuni articoli pubblicati su diversi quotidiani nazionali, quali “Paese Sera”, “Il Globo”, “La via”, “Il Quotidiano”, “Nuova “Repubblica”, tra il 1950 e il 1980 circa, e in una notevole mole di appunti, abbozzi, immagini estemporanee che volevano essere la preparazione al pamphlet Voce fuori coro. «Un corpus letterario, quest’ultimo, in assoluta controtendenza rispetto alla imperante storiografia risorgimentale, che è stato pubblicato nel 2016 nel volume di Valentina Polci, Voce fuori coro di Dolores Prato – si legge nella nota -. Trascrizione e commento dei frammenti autografi su Roma capitale d’Italia, edito da Quodlibet».

image0011-325x217«La pubblicazione, realizzata nel 2020 in occasione dei 150 anni di “Roma Capitale”, ha voluto valorizzare la significativa voce della scrittrice e giornalista Dolores Prato, che per il centenario del 1971 aveva pensato a una serie di elzeviri su Roma da pubblicare in una apposita rubrica di “Paese Sera” – spiega l’Accademia Georgica -. Per varie vicende editoriali e per la caratterizzazione del contributo di Prato, una “Voce fuori coro” che si opponeva alle celebrazioni per la capitale ritenendo questo evento un “assassinio per la città”, la rubrica non le fu mai concessa e solo alcuni articoli furono pubblicati. Il corpus degli articoli, sia quelli polemici che quelli celebrativi della vecchia Roma, della città capitale del cattolicesimo e densa di valori, tradizioni e colori, vuole significare la restituzione di un patrimonio ad oggi sostanzialmente inedito».

Il progetto editoriale che si vuole porre oggi all’attenzione, è la pubblicazione degli articoli editi, inediti e rari di Dolores Prato (1892-1983) relativi a Roma e conservati presso l’Archivio contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto G. P. Vieusseux di Firenze, Fondo Prato, serie Pg (e in copia microfilmata presso il Comune di Treia) – prosegue l’antica istituzione treiese -. Il reperimento del materiale giornalistico, va sottolineato, è stato reso particolarmente difficoltoso dalla chiusura dei quotidiani con cui Prato collaborava e dalla mancanza di archivi relativi alle testate. La Polci ha dunque dovuto procedere per tentativi e sulla scorta di indizi che si leggono nelle corrispondenze di Prato, solo in parte riportate nelle poche pubblicazioni dedicate alla scrittrice».

«Questo lavoro prezioso ricostruisce il panorama editoriale e giornalistico in cui si muove Prato, e racconta una “Roma sparita”, una città di piccoli miracoli nascosti fra scoscendimenti, curve e vicoli. Una città del popolo, ma anche del papa, nata per essere capitale non di uno stato particolare ma per sua natura universale – continua l’Accademia Georgica -. L’opera della Polci è un lavoro di riscoperta e di ricostruzione intorno all’opera e alla vita di Dolores Prato, scrittrice legata alle nostre Marche dalla forza potentissima dell’infanzia e dell’adolescenza, e propone anche un interessante accostamento tra Il ventre di Napoli di Matilde Serao e il corpus degli articoli su Roma scritti da Prato, oggetto centrale della ricerca: una sorta di “ventre di Roma”».

«Gli articoli mostrano la non comune capacità della scrittrice di sottrarsi alle lusinghe di una memoria forzatamente condivisa sul destino della città eterna, e denunciano le trasformazioni e distruzioni subite dalla città nel suo divenire capitale del nuovo Regno – conclude l’istituzione di Treia -. La ricostruzione dell’orizzonte storico e storiografico, entro cui si mossero Prato e il suo lavoro, contribuisce a mettere in luce l’acutezza del pensiero pratiano nei confronti della contemporaneità e dei cambiamenti sociali e culturali che hanno segnato, nelle varie epoche, il popolo italiano. L’approccio critico sulla produzione giornalistica della scrittrice, che ripercorre le tappe della sua vita e ne indaga i parallelismi con alcuni protagonisti culturali dell’Italia del Novecento e attuali, “Contro Roma” o “per Roma”, restituiscono la giusta attenzione nei confronti una delle voci più limpide del secolo scorso».



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