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Dalla riapertura della chiesa di San Biagio
a quella della Collegiata di San Giovanni
«Abbiamo mostrato come si fanno le cose»

I LAVORI a Macerata termineranno il 10 dicembre, la chiesa fungerà da Duomo supplente fino a quando non verrà recuperato quello originale danneggiato dal sisma del 2016. A Pollenza la presentazione dell'opera, costo del restauro 1 milione e 100 mila euro, di cui 850 mila euro solo per i lavori del cantiere. Il vescovo Marconi: «La sfida che ci attende per i prossimi restauri è quella di saper utilizzare fondi stanziati oramai 4/5 anni fa che, però, causa incremento dei prezzi e dei materiali edili, hanno subito un raddoppio»

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I partecipanti alla conferenza

di Mauro Giustozzi  (foto di Fabio Falcioni)

Dalla chiesa di San Biagio a Pollenza alla Collegiata di San Giovanni di Macerata. Come in una sorta di staffetta dentro la Diocesi di Macerata, stamattina il vescovo Nazzareno Marconi assieme a tutti i protagonisti del restauro della chiesa, ossia i referenti dell’Ufficio sisma diocesano, i progettisti, le imprese, il sindaco del paese Mauro Romoli, ha fatto il punto della situazione partendo da un’opera conclusa, e già riaperta ufficialmente lo scorso mese, alla prossima scadenza che vedrà proprio la Collegiata di San Giovanni protagonista nel capoluogo.

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Il vescovo Nazzareno Marconi

In quest’ultimo caso la dead-line è fissata al 10 dicembre con la conclusione dei lavori, che però potrebbe anche avvenire qualche giorno prima, e successivamente ci sarà la cerimonia di inaugurazione della restaurata chiesa del centro storico che fungerà da Duomo supplente fino a quando non verrà recuperato quello originale danneggiato anch’esso dal sisma del 2016. «Presto presenteremo la conclusione dei lavori alla Collegiata di San Giovanni – ha sottolineato il vescovo Marconi – che vengono effettuati attraverso un progetto europeo che risale a prima di quelli legati al terremoto del 2016 e sarà un altro recupero eccezionale come è stato quello di San Biagio. Io dico che in questi due interventi abbiamo costruito un elenco di buone pratiche studiate nel dettaglio e mostrate per come si fanno le cose. Nelle cappelle di San Giovanni e San Biagio c’è una diversità di stili che realmente per i prossimi lavori per chi vuole imparare come si è fatto in questi due chiese sarà da esempio. La sfida che ci attende per i prossimi restauri delle nostre chiese è quella di saper utilizzare fondi stanziati oramai 4/5 anni fa che, però, causa incremento dei prezzi e dei materiali edili, hanno subito un raddoppio. Dovremo essere bravi a fare con il 50% delle risorse il 100% dei lavori, è una sfida, ed in questo confido molto sul lavoro di gruppo che proprio nel recupero di San Biagio si è visto in modo concreto».

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Alessandro Nardi e Francesco Losego

L’intervento sulla chiesa di San Biagio, attuato dall’Ufficio Tecnico della Diocesi di Macerata con fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, fondi assicurativi e della Parrocchia Sant’Andrea Apostolo di Pollenza, è stato progettato e diretto dall’architetto Alessandro Nardi (progettazione) in collaborazione con l’ingegnere Francesco Losego (coordinamento tecnico, computistica e contabilità), l’ingegnere Daniele Menghi (strutture), l’ingegnere Aldo Tuzio (impianti) e il geometra. Endrio Cesca (coordinamento della sicurezza). I lavori edili eseguiti dall’impresa Crucianelli Rest\Edile srl, i lavori di restauro dalla ditta Eures Arte srl, e l’adeguamento degli impianti dalla IGuzzini con la collaborazione della Salvatori Impianti sas.

SanBiagio_Pollenza_FF-8-325x217«Due anni fa, nel settembre 2020 -ha proseguito il vescovo Nazzareno Marconi- ci siamo trovati a fare una scelta sulla chiesa di San Biagio decisiva. Dopo quattro anni dal sisma Pollenza non aveva una chiesa agibile, al punto che le messe venivano celebrate nell’oratorio. Eravamo ad un punto che, grazie all’intervento di vari soggetti, disponevamo della cifra necessaria a restaurare questa chiesa. Poi è uscita l’ordinanza 105 del commissario Legnini per la semplificazione degli edifici di culto, primo segnale positivo nel cammino che doveva portarci a restaurare più di 50 chiese. La scelta difficile era fermare il progetto San Biagio che aveva unito queste forze e inserirlo nella 105. Su insistenza del parroco e nostra convinzione si decise di andare avanti nel progetto originale e, guadando indietro, dico che abbiamo fatto bene. Di fatto le 50 chiese inserite nell’ordinanza 105 sono in fase progettuale avanzata, ma la pandemia, le progettazioni del Pnrr e del Superbonus 110% hanno così ingolfato la macchina pubblica che i lavori delle chiese inserite nell’ordinanza commissariale non sono ancora partiti. Mentre grazie all’impegno di tanti la chiesa di San Biagio è stata riaperta ed è un grande risultato».

SanBiagio_Pollenza_FF-4-325x217I lavori sono durati due anni per riaprire la chiesa di Pollenza, il cui costo del restauro ammonta a 1 milione e 100 mila euro, di cui 850 mila euro solo per i lavori del cantiere. In riferimento agli interventi realizzati si può dire che la prima preoccupazione dei progettisti, ed anche della committenza, è stata quella di mettere in sicurezza l’immobile in vista del suo riutilizzo. La chiesa era infatti priva di qualsiasi sistema antisismico e si è dovuto procedere con l’inserimento di cordoli metallici, catene e tiranti – tutti elementi compatibili con il carattere monumentale dell’immobile – perseguendo la finalità di rafforzare le strutture in vista di futuri eventi sismici.

SanBiagio_Pollenza_FF-2-325x217Altre lavorazioni hanno riguardato la riparazione delle lesioni presenti sulle murature. Inoltre la presenza di numerose zone con intonaci distaccati, che cadendo a terra avrebbero potuto causare pericolo per l’incolumità dei fedeli, ha comportato ulteriori interventi per la loro riadesione al supporto, muri e volte, mediante un’estesa campagna di iniezioni con apposite malte, con lo scopo di evitare futuri distacchi e soprattutto cadute verso le persone. Vanno segnalati infine, anche per la complessità ed ampiezza, gli interventi di pulitura, riparazione e restauro dei dipinti interni che furono realizzati in parte con colori a tempera ed in parte con degli innovativi colori ai silicati che all’epoca si iniziavano ad utilizzare. Tali lavori hanno riguardato superfici decorate con un’estensione di più di 1000 mq.

Marconi_SanBiagio_Pollenza_FF-6-325x217«Ringrazio il vescovo Marconi perché questo è stato un segnale importante di grande attenzione della Diocesi verso Pollenza –ha concluso il sindaco Mauro Romoli -. Sono rimasto stupefatto per il lavoro eseguito a San Biagio quando io stesso sono rientrato per la prima volta nella chiesa che mi è sembrata diversa da quello che ricordavo e questo grazie al certosino lavoro di recupero e riqualificazione effettuato dall’equipe che ha operato composta in gran parte da professionisti e ditte locali. L’auspicio è che quanto fatto a San Biagio sia replicabile in altre chiese della nostra Diocesi».

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