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Civitanova entra nel Fai:
«Valorizziamo il nostro patrimonio»

PROMOZIONE - Il Comune, che ha versato un contributo di 540 euro, è diventato iscritto e sostenitore del Fondo ambiente italiano. Ciarapica: «Punteremo su iniziative che portino alla riscoperta di luoghi e personaggi che tanto hanno fatto per tutto il territorio e per la città»

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La visita nella cappellina gentilizia dei marchesi Ricci

 

Il Comune di Civitanova è diventato iscritto e sostenitore del Fai, il Fondo ambiente italiano nato nel 1975 con l’obiettivo di contribuire alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico. La decisione è stata presa nell’ultima riunione di Giunta, in prossimità delle Giornate d’Autunno del 15 e 16 ottobre, che hanno visto Civitanova Alta protagonista con l’apertura della cappellina gentilizia dei marchesi Ricci nel cimitero monumentale del borgo antico, bene storico di fascino e suggestione, che rappresenta un luogo identitario per tutta la comunità civitanovese.

«Con l’adesione al Fai – spiega il sindaco Fabrizio Ciarapica – l’amministrazione comunale vuole mettere in evidenza una politica sempre più attenta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, architettonico e naturalistico. Punteremo su iniziative che portino alla riscoperta di luoghi e personaggi che tanto hanno fatto per tutto il territorio e per la città, e alla rivalutazione di percorsi naturalistici per una Civitanova sempre più attenta alla sostenibilità ambientale».

Il Comune verserà un contributo di 540 euro, ottenendo in cambio di entrare nel programma del Fai dedicato a tutti i Comuni italiani, con agevolazioni e vantaggi dell’iscrizione/sostenitore.

«Un bilancio positivo – conclude l’amministrazione – quello delle giornate organizzate lo scorso fine settimana a Civitanova Alta dalla dottoressa Enrica Bruni, direttrice della Pinacoteca Moretti insieme alla dottoressa Mara Pecorari per scoprire la vita e le gesta dei marchesi Ricci. In tanti hanno partecipato con curiosità ed interesse per conoscere simboli e messaggi iconografici celati nelle pitture della cappella gentilizia».


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