L’acquazzone di San Giuliano
non rovina la festa
Annullata la processione
MACERATA - Nonostante la pioggia, gli ambulanti sono rimasti al loro posto. Cambiamenti solo al programma religioso: messa col vescovo Marconi nella chiesa di San Giorgio e niente corteo in centro con le reliquie del santo. Sarebbe proprio lui, secondo la leggenda, a provocare il maltempo per protesta

Corso Cavour dopo l’acquazzone
di Alessandra Pierini (Foto Fabio Falcioni)
Praticamente immancabile, è arrivato anche quest’anno l’acquazzone di San Giuliano. Alle 16 dal cielo ormai scuro, è scesa una pioggia scrosciante ma non violentissima come avvenuto qualche volta in passato. 
Tanto che non si sono scoraggiati né gli ambulanti che sono rimasti quasi tutti al loro posto e, ormai pronti alla pioggia in occasione del patrono di Macerata, hanno coperto la loro merce con teloni e gazebo. Sono solo pochi quelli che hanno deciso di andarsene. Hanno continuato la passeggiata per la fiera sotto l’ombrello anche molti maceratesi che, dopo essersi riparati fortunosamente nei momenti in cui l’acquazzone si è fatto più intenso, hanno ripreso il loro giro.

La pioggia ha invece stravolto il programma religioso. La messa del vescovo Nazzareno Marconi che avrebbe dovuto svolgersi alle 18,30 in piazza Strambi è stata trasferita nella chiesa di San Giorgio e la processione con il braccio del santo è stata annullata, decisione presa di comune d’accordo tra diocesi, organizzatori e polizia locale.
Ancora una volta insomma San Giuliano, come vuole la leggenda, avrebbe manifestato con l’acquazzone il suo dissenso rispetto allo spostamento della data per i festeggiamenti in suo onore.
Il ritrovamento delle reliquie del patrono san Giuliano da parte di Filippo di Nicola avvenne il 6 gennaio del 1442. In memoria del ritrovamento, i cittadini maceratesi innalzavano una luminosa stella all’interno del Duomo. La celebrazione fu poi spostata al 14 gennaio. Poi, considerato che quel periodo era molto freddo e non dava la possibilità di fare celebrazioni adeguate, si decise di spostare la festa al 31 agosto. San Giuliano, secondo la credenza popolare, non avrebbe gradito questo spostamento e si rifà rovinando la festa.


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Sara’ come dice la leggenda, bo’.