«Più conosciamo, più impariamo
a non prenderci troppo sul serio»

MACERATA - E' la considerazione finale emersa dal dialogo tra il professor Sergio Labate e l'astrofisico Francesco Tombesi. L'incontro organizzato dalla Scuola Popolare di Filosofia è stato dedicato a Gianluca Del Papa

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Da sinistra Juan Alberto Salto, Sergio Labate e Francesco Tombesi

di Christian Trevisti

Nell’incontro della Scuola Popolare di Filosofia dedicato all’inquietudine del cosmo Sergio Labate (professore di Filosofia teoretica al Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo) e Francesco Tombesi (professore di Astrofisica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata) hanno indagato mercoledì nel cortile di palazzo Conventati a Macerata i punti d’incontro tra poesia e astrofisica. La prima similitudine tra le due discipline si può riscontrare nella loro natura: infatti «la poesia – sostiene Labate – è arte complessa e delicata. Non è solo sentimento, ma anche linguaggio: il poeta deve essere razionale, perché deve esprimere le sue emozioni con vocaboli ben studiati». Al tempo stesso «il cosmo ci commuove», perché osservandolo gli uomini comprendono di essere un puntino nel tutto.101_0109-min-325x244

Secondo Tombesi, «abbiamo la possibilità di comprendere razionalmente l’universo perché ne facciamo parte». La curiosità umana verso le stelle è mossa infatti dalla consapevolezza di appartenere all”ecosistema universo’, dunque dalla necessità di comprendere cosa avviene in esso.

L’incontro è stato dedicato a Gianluca Del Papa. «Un mese fa Gianluca Del Papa, insegnante di sostegno da oltre 15 anni, è stato ucciso da un malore improvviso – viene ricordato a inizio serata – il suo corpo è stato ritrovato nella mattina del 28 giugno al Sasso d’Italia. Disteso su un telo, Del Papa aveva trascorso le sue ultime ore di vita leggendo un libro e guardando le stelle. È per questo che abbiamo deciso di organizzare una discussione filosofica sull’universo e di dedicarla alla sua memoria».

Molti pensano che l’astrofisica sia una scienza fine a se stessa, dimenticando che «più conosciamo, più impariamo a non prenderci troppo sul serio». Lezione che il professor Gianluca Del Papa aveva invece compreso. E proprio per questo si innamorava di tutto, affrontando la vita con ironia e distacco.





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