Detenuto morto a 50 anni,
un indagato per omicidio
LA PROCURA di Fermo sta ricostruendo cosa è avvenuto nel carcere cittadino nel maggio 2021 quanto il viterbese Lorenzo Rosati è morto a causa di lesioni alla milza e una gravissima emorragia. Dopo l'opposizione alla richiesta di archiviazione ci sono state ulteriori indagini e nell'inchiesta è finito un 23enne albanese residente a San Severino
Detenuto morto nel carcere di Fermo, indagato un albanese che risiede a San Severino, all’epoca compagno di cella. Lorenzo Rosati, originario della provincia di Viterbo, era morto a 50 anni il 28 maggio dello scorso anno.
L’uomo era stato soccorso in carcere e portato all’ospedale di Fermo con lesioni alla milza e una gravissima emorragia. La procura aveva aperto una indagine affidato una perizia al medico legale Giuseppe Sciarra. Il medico legale nella sua perizia aveva scritto: «la morte è da ritenete causata da un evento traumatico che ha agito in zona toracica addominale, producendo una lacerazione della milza e imponente emorragia». In un primo momento il fascicolo aperto contro ignoti aveva portato ad una richiesta di archiviazione ritenendo la morte fosse dovuta ad una caduta.
I legali della famiglia di Rosati, gli avvocati Marco Murri e Marco Melappioni, avevano fatto opposizione e il gip lo scorso ottobre ha fissato un’udienza per sentire le ragioni di procura e legali. «Chiedevamo l’audizione di un paio di persone detenute nel carcere di Fermo – dice Melappioni – e l’audizione della polizia penitenziaria in servizio nel giorno dell’evento, abbiamo chiesto anche di sentire anche i familiari del deceduto che potevano riferire sui colloqui tra deceduto e familiari stessi e ritine necessario un supplemento di perizia».
Il gip Maria Grazia Leoperdi aveva accolto la richiesta e disposto ulteriori indagini. Proprio in seguito a queste la procura ha indagato un albanese di 23 anni, per omicidio preterintenzionale. «La nostra ipotesi è che non sia stata una semplice caduta. La nostra opposizione nasce dal fatto che vogliamo capire cosa sia successo». La nuova perizia, sempre affidata a Sciarra, è stata disposta e l’incarico è stato conferito a febbraio. Il medico legale si è preso 90 giorni di tempo.
Nella prima perizia Sciarra anche parlato di «evento traumatico prodotto da un mezzo contundente non dotato di spigoli vivi, ma con superfice arrotondata e ha agito con una piccola angolatura dall’alto in basso». A Rosati restavano da scontare alcuni mesi in carcere, nel febbraio 2022 sarebbe uscito. Si era spento alle 17 del 28 maggio 2021 dopo che i medici avevano cercato in tutti i modi di salvargli la vita.
(di Redazione Cm)

