«L’occupazione cala solo a Macerata,
situazione funesta nel manifatturiero»
ISTAT - Il presidente della sezione provinciale di Cna, Maurizio Tritarelli: «Se per le Marche il bicchiere può dirsi "mezzo pieno", per la provincia è sicuramente tutto vuoto. Dei 15.930 lavoratori che hanno perso il posto a causa del Covid e non lo hanno ancora ritrovato, la maggior parte sono maceratesi»

Maurizio Tritarelli
«A gennaio avevamo lanciato l’allarme sul calo nel 2021 del numero delle imprese avvenuto solo nella nostra provincia. L’anno scorso a Macerata abbiamo perso 394 imprese mentre a Pesaro erano salite di 146 unità e ad Ancona di 135. Non ci sorprende più di tanto quindi che la sola maglia nera marchigiana per quanto riguarda l’occupazione sia maceratese». Così Maurizio Trittarelli, presidente di Cna Macerata, commenta quanto emerso dai dati Istat sull’occupazione. «Le difficoltà delle imprese – prosegue Tritarelli – hanno sempre conseguenze sui dati dell’occupazione e la crisi pandemica iniziata nel 2020 non ha fatto eccezione. Dopo l’anno orribile, però, per le Marche nel suo complesso tutti i trend sono stati in risalita con l’unica eccezione della nostra provincia». Dai dati Istat risulta, infatti, che gli occupati marchigiani nel 2021 sono aumentati di 4.745 unità, passando da 611.817 a 616.562: «Il dato è ancora molto distante dai 632.492 occupati del 2019, in epoca prepandemica – commenta il presidente Cna – ma se per la regione nel suo complesso il bicchiere può dirsi ‘mezzo pieno’, per la provincia di Macerata è sicuramente tutto vuoto. Dei 15.930 lavoratori marchigiani che hanno perso il posto di lavoro a causa del Covid e non lo hanno ancora ritrovato, la maggior parte sono maceratesi».
La ripresa occupazionale del 2021 è marcatamente positiva per la provincia di Pesaro e Urbino (+2,6%) e poi per quella di Ancona (+1,7%) e di Ascoli Piceno (+1,3%), tiene la provincia di Fermo (+0,1%). In forte calo solo la provincia di Macerata con un pesante -2,7%. «Se Pesaro ha 3.820 occupati in più, Ancona 3.200, Ascoli 1.000 e Fermo un centinaio – continua il presidente -, Macerata è l’unica in negativo e anche di molto con oltre 3.400 occupati in meno nel solo 2021, l’anno della ripresa». Tritarelli approfondisce quindi i dati per settore: «Mentre nelle altre province è il settore dei servizi a far crescere gli occupati marchigiani con la creazione di 17.631 nuovi posti di lavoro, nella provincia di Macerata il terziario registra un calo del 5,1%. Così anche in altri comparti come l’agricoltura, dato regionale a +1.122 occupati, dato di Macerata a -12%; o come nelle costruzioni, +1.376 addetti nelle Marche, -11% in provincia di Macerata». «Unico dato che la nostra provincia condivide con le altre – sottolinea amaro il vertice Cna – proviene dal manifatturiero, dove la situazione è funesta per tutti con 15.374 occupati in meno. Una situazione, tra l’altro, che è destinata a peggiorare a causa delle spese energetiche fuori controllo e delle conseguenze dell’embargo alla Russia». Il presidente di Cna Macerata arriva a fare un appello: «I prezzi dell’energia per le imprese e dei carburanti per gli autotrasportatori spingono rapidamente in difficoltà economiche molte imprese in diversi comparti produttivi che a dicembre 2021 sembravano in netta ripresa, con pesanti conseguenze sui lavoratori e sulla tenuta del tessuto sociale. Occorre rinvigorire subito gli aiuti per l’area di crisi fermano-maceratese e investire al meglio ogni centesimo delle risorse del Fondo complementare sisma. Cna è sempre disponibile con il supporto dei dati del Centro Studi e con proposte concrete».
È soltanto l’inizio!