«Elcito non sarà Disneyland»
Il “Tibet delle Marche”
fuori dal bando di 20 milioni
SAN SEVERINO - I fondi vanno a Montalto delle Marche. L'architetto Luca Maria Cristini: «Nel progetto si parlava di scale mobili e ascensori sotterranei, strutture irrealizzabili. Agendo così superficialmente si è persa l’occasione per proporre altre località veramente bisognose di interventi organici come il castello di Pitino o quello di Carpignano»

Il cartello realizzato da Luca Maria Cristini
di Monia Orazi
Bocciata la proposta di Elcito come borgo da salvare, per il bando della rigenerazione dei borghi, che metteva in palio ben venti milioni di euro, per cui la Regione ha scelto Montalto delle Marche, città natale di Papa Sisto V. «Elcito non diventerà Disneyland – dice Luca Maria Cristini, architetto -. A bocce ferme è tempo di bilanci e riflessioni. La Regione ha reso nota la graduatoria del bando per l’assegnazione di 20 milioni di euro del bando per la rivitalizzazione di borghi in abbandono o a rischio: Elcito è stato escluso. Sono convinto che la Regione, che aveva già consacrato Elcito nelle proprie brochure come luogo “in cui il tempo si è fermato” e lo ha incluso per sua tutela in una riserva naturale, non avrebbe mai approvato quello che a molti è sembrato un progetto inadeguato, che rievocava una bizzarra ipotesi già ventilata quarant’anni fa». Nel mirino dell’architetto è finita la candidatura di Elcito al bando da venti milioni di euro, per cui un «pool di tecnici aveva redatto un progetto di fattibilità tecnica ed economica, per: “la creazione di percorsi turistici e culturali, la realizzazione di un vero e proprio sistema di collegamento con scale mobili e ascensori sotterranei, il recupero delle mura storiche e delle fonti … il recupero di un immobile che sarà destinato ad info point, la creazione di un museo e di una foresteria…”. Come se non potessero bastare queste faraoniche opere, si leggeva in uno stentoreo virgolettato del primo cittadino su una testata locale: “si pensa anche a una funivia».

Cristini a leggere le parole funivia, scale mobili ed ascensori sotterranei, riferiti ad Elcito è saltato sulla sedia: «È ovvio come chiunque di buon senso si sia reso immediatamente conto che le infrastrutture immaginate fossero assolutamente irrealizzabili senza causare danni irreversibili. Se si fosse poi voluto fare un banale ‘conto della serva’, sarebbe bastato osservare che il sistema di risalite meccanizzate di Spoleto, fatto di scale mobili e ascensori (senza funivia), sta avendo gravi problemi di sostenibilità. Non occorreva quindi la certificazione di un economista per pronosticare come anche queste infrastrutture del “Tibet delle Marche” sarebbero state destinate a chiudere dopo pochi mesi». Per protesta Cristini si era inventato anche un curioso segnale con lo slogan “Elcito no lift! No ascensori ad Elcito”. Sarebbe stato meglio, secondo il settempedano, candidare altre frazioni di San Severino al bando sui borghi: «Quel progetto rigettato dalla Regione era sembrato francamente nient’altro che uno slogan dettato più dalla bulimia scatenata dal Pnrr e, come purtroppo era logico prevedere, è già un boomerang. Difatti, agendo così superficialmente, si è persa l’occasione per proporre altre località veramente bisognose di interventi organici come il castello di Pitino o quello di Carpignano, senza nemmeno aver avuto la possibilità di competere veramente».

L’architetto bacchetta il progetto di recupero del Comune: «Venendo poi al “recupero delle mura”, sarebbe stato sufficiente che i tecnici avessero fatto un giro per il castello, per accorgersi che queste non esistono più. Cessata la funzione di difesa le mura furono progressivamente demolite e i materiali reimpiegati nella costruzione delle abitazioni che oggi ne costituiscono la peculiarità. Nessun recupero della cinta muraria sarebbe dunque stato possibile, a meno che non si volesse replicare l’operazione di pessimo gusto condotta qualche anno fa sul castello di Statte, imbarazzante Disneyland di cemento armato camuffato con pietra nel territorio camerte. È fatto noto che Elcito non ha spazi di sviluppo: è logico pensare, infatti, che ogni forma di infrastrutturazione a servizio della sempre crescente domanda turistica della Riserva del San Vicino e del Canfaito e del cosiddetto “Tibet delle Marche” possa trovare spazio grazie a un processo di riqualificazione del complesso rurale dell’Abbadia di Valfucina, senza deturpare il vicino castello, che è un perfetto cristallo di roccia in mirabile equilibrio con l’ambiente che lo circonda». Una rete fognaria efficiente, l’interramento dei cavi elettrici e telefonici, pavimentazioni compatibili per eliminare l’asfalto e la realizzazione di un parcheggio di servizio appena al di fuori dell’abitato, un piano particolareggiato del centro storico, sono gli interventi necessari per riqualificare a pieno il Tibet delle Marche, sostiene Cristini.

Scale mobili, ascensori e persino un’ipotesi di funivia ad Elcito? Altro che disneyland qua si va oltre la fantasia, si sconfina nel grottesco. Quanta inadeguatezza e mancanza di buon senso …ma si può solo lontanamente pensare di meccanizzare l’accesso al borgo di Elcito? Fortunatamente progetto bocciato !!!