A trent’anni apre “Le Farmacie dei Sibillini”,
Leonardo porta la normalità a Visso:
«Queste zone vedranno tempi migliori»

LA STORIA del giovane neolaureato che ha riportato il servizio nell'area dell'epicentro sismico. «Siamo ormai un centro servizi, ci sono state delle prime dosi che non si sarebbero mai fatte se non ci fossimo stati noi qui»

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Leonardo Casaroli

 

di Monia Orazi

Ha il vizio di essere un pioniere Leonardo Casaroli, 30enne di Camerino. Il 6 marzo del 2020 era stato tra i primi a laurearsi dal salotto di casa, in pieno lockdown da pandemia (leggi l’articolo). In farmacia, senza arrendersi alle restrizioni imposte dal Covid, vestito di tutto punto, alla presenza della fidanzata, dei genitori, dei fratelli e di pochi amici, aveva discusso la tesi in collegamento telematico con l’ateneo distante qualche centinaio di metri. È stato il primo a mettere piede con la sua farmacia nella nuova piazza provvisoria di Visso, riportando il servizio di farmacia ad Ussita e a Castelsantangelo sul Nera, dove la precedente proprietaria, essendo sola, poteva garantire solamente una presenza ridotta. Quando si accendono le prime luci della sera, nel nuovo spazio dedicato alle attività commerciali, ormai quasi terminato a Visso, le uniche luci sono quelle della farmacia e quelle del bar Centrale, gli altri negozi dovranno arrivare entro metà primavera.

«La situazione è molto positiva – racconta il giovane farmacista -, i propositi sono dei migliori. Il primo periodo è andato molto bene, speriamo che continui così. Abbiamo riaperto la farmacia anche a Castelsantangelo sul Nera e ad Ussita. Tutti e tre i comuni sono per noi importanti allo stesso modo, abbiamo cercato di soddisfare le richieste di questi luoghi e di queste persone, finora sia le istituzioni che le persone stanno ripagando il nostro impegno. Abbiamo iniziato con i vaccini a fine gennaio, ne abbiamo fatti più di cento le prime due settimane. La cittadinanza ha risposto in maniera positiva e questo fa capire come questo sia un presidio sociale e sanitario, a tutela di queste zone. Siamo ormai un centro servizi, ci sono state delle prime dosi che non si sarebbero mai fatte se non ci fosse stata la farmacia qua».

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La farmacia a Visso

Una scelta controcorrente quella di investire e scommettere su un territorio, come quello dell’alto Nera, tra i più devastati dalle scosse, in cui si registra uno spopolamento continuo e l’economia di fatto dopo il terremoto fatica a ripartire. Spiega così Casaroli le ragioni che lo hanno portato ad aprire insieme alla sua fidanzata le “Farmacie dei Sibillini”: «La nostra è stata una scelta un po’ coraggiosa, ma io conoscevo le zone, la speranza è che la situazione possa migliorare rispetto a questo punto. Ho l’idea che dopo il terremoto e le conseguenze della pandemia queste zone possano vedere tempi migliori. La nuova piazza provvisoria sta prendendo forma. Speriamo che a fine aprile, come dicono, ci sia socialità anche grazie ad altri negozi aperti. Non abbiamo fatto ancora l’inaugurazione, la necessità della farmacia era quella di aprire. È stato già un passaggio colossale uscire dal container e trovarsi tra mura solide».

Discute la tesi dal salotto di casa: il Coronavirus non ferma Unicam (VIDEO)


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