Fratelli d'Italia

«No alla guerra,
sì agli aiuti umanitari»
Mozione a Potenza Picena

L'ATTO del sindaco Noemi Tartabini e del presidente del Consiglio Mirco Braconi, che oggi hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Pd
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Noemi Tartabini

 

«Un atto tangibile per dire no alla guerra, sollecitando interventi concreti sia sul fronte interno che su quello internazionale». Il sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, e il presidente del Consiglio comunale, Mirco Braconi, hanno predisposto nei giorni scorsi una mozione dedicata alla guerra in Ucraina. «Nel nostro piccolo abbiamo voluto far sentire la voce della città, condannando quanto sta accadendo e sollecitando politiche di indirizzo umanitario da un lato e di sostegno economico al Paese dall’altro», queste le parole del sindaco e del presidente del Consiglio che, in mattinata insieme al vice Giulio Casciotti, hanno partecipato al presidio in piazza Douhet, organizzato dal Partito Democratico cittadino, per auspicare la pace, prendendo inoltre contatti con i referenti della comunità ucraina locale.

«Le conseguenze del conflitto si ripercuoteranno in maniera importante sui costi che cittadini e aziende saranno chiamati a sostenere nei prossimi mesi  – proseguono Tartabini e Braconi  – La politica locale deve farsi portavoce di queste problematiche, affinché il Governo intervenga quanto prima. Ai cittadini ucraini presenti nella nostra città rinnoviamo l’invito a contattare l’amministrazione per qualsiasi necessità legata a questo terribile momento. In attesa che si apra un corridoio umanitario, l’amministrazione procederà con la predisposizione di un conto corrente dedicato le cui risorse saranno destinate proprio alla popolazione ucraina». La mozione, attualmente alla firma di tutti i consiglieri, impegna il Governo italiano «a condannare con ogni misura ed in ogni sede internazionale l’unilaterale aggressione militare perpetuata ai danni dell’Ucraina; a richiedere che l’Europa e gli Stati membri coordinino un intervento umanitario per l’accoglienza dei profughi ucraini a seguito della guerra che sta flagellando la popolazione; a richiedere un intervento europeo volto alla creazione di un fondo per introdurre meccanismi economici di compensazione per riequilibrare i danni che le singole nazioni europee subiranno per via delle sanzioni imposte alla Russia e delle conseguenti controsanzioni; a creare una cabina di regia nella quale coinvolgere una rappresentanza delle aziende energivore e le governance dei colossi energetici (Eni – Enel) per valutare soluzioni e proposte utili ad arginare i catastrofici effetti economici che si determineranno per via della crisi di approvvigionamento energetico da parte della Russia; a garantire tempestivamente lo stato di rifugiati ai cittadini ucraini che ne facciano richiesta».



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