«Guerra in Ucraina sconcertante,
inevitabili conseguenze economiche»

CONFARTIGIANATO - Il presidente Enzo Mengoni: «Export, dal precedente conflitto di otto anni fa il Maceratese è al -44,3%»
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Enzo Mengoni

 

«Quello che sta succedendo in Ucraina è sconcertante». È il commento del presidente di Confartigianato Macerata Ascoli e Fermo Enzo Mengoni, che esprime tutta la vicinanza possibile alla popolazione e la preoccupazione per le conseguenze economiche che un conflitto di questa portata sta innescando. «Oggi ci sentiamo tutti feriti al cuore – dice a caldo Mengoni – e quelle immagini dei bombardamenti sulle case ci pongono grandi inquietudini. I venti di guerra tornano a soffiare in Europa, a creare divisioni e a portare dolore. Il primo pensiero va alle popolazioni che stanno soffrendo, che piangono morti e feriti, che sono costrette a fuggire. La loro condizione non ci è indifferente e la priorità di tutti i governanti deve essere quella di proteggere civili e innocenti. La vita è il bene più prezioso. Servono ponti e aiuti umanitari e siamo sicuri che gli italiani non si tireranno indietro nella corsa alla solidarietà. Come già fatto in passato. Un’azione militare non è il modo per risolvere controversie: pensavamo che la storia ci avesse insegnato qualcosa, così non è stato. Da associazione di imprese – aggiunge Mengoni – alla fondamentale questione umana ed empatica, che ci fa urlare a gran voce “fermatevi”, si aggiunge l’apprensione pensando alle inevitabili conseguenze economiche e sociali di questo avvenimento bellico. Stavamo iniziando a ripartire dopo la crisi Covid, che ha gelato i mercati e paralizzato le produzioni. Abbiamo avuto pochi giorni per sperare in un po’ di serenità e di crescita. Siamo ripiombati giù. Recentemente avevamo ribadito i nostri timori circa questa guerra, sul possibile aumento dei prezzi delle commodities, le difficoltà nel reperimento di materi prime e personale e l’aumento dei costi del trasporto via container. Impossibile non citare poi il caro gasolio (oggi già schizzato alle stelle) e la nostra dipendenza energetica. Nel 2021, lo ricordiamo, l’Italia ha registrato un interscambio con la Russia di 7.697 milioni di euro di esportazioni e di 13.984 milioni di euro di importazioni, di cui il 53,5% è costituito da petrolio greggio e gas naturale. Dati che ci fanno comprendere anche l’importanza strategica in chiave export del mercato russo».

Un aspetto che si evince dai dati recentemente diffusi da Confartigianato, che attestano come le Marche (terza regione in Italia per esposizione sul mercato russo) siano tra i territori che hanno maggiormente subito contraccolpi sull’export in Russia. «Dal precedente conflitto russo-ucraino di otto anni fa, si è registrato un calo del -59,6% – si legge nella nota -. Andando sui dati provinciali, nella tendenza 2013-2021 (I-III trimestre), la recessione dell’export manifatturiero direzione Russia è importante. Il Maceratese è al -44,3% (con esportazioni passate da 103.656.352 euro a 57.773.377 euro nel periodo di riferimento)». «La connessione del nostro sistema manifatturiero e la Russia è forte – le conclusioni di Mengoni –, quindi questo insensato conflitto avrà ripercussioni sotto l’aspetto economico. La politica internazionale si impegni a trovare soluzioni di pace».



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