«I nostri cari sono là, nel panico totale
Il cielo è rosso e i vetri tremano
Non riusciamo a pensare ad altro»

GUERRA - Le testimonianze di tre ucraine che vivono nel Maceratese e hanno parenti e familiari nel Paese attaccato dalla Russia. Lena Larina, violinista: «Mia mamma vive a 400 chilometri da Kiev, potrebbe anche venire in Italia ma tutti i collegamenti aerei sono interrotti». Olha Voloshyn, istruttrice di tango, il figlio è a Leopoli: «Putin non cederà mai, è un'azione sicuramente programmata da tempo». Iryna Movchan, pasticcera, pensa alla madre e alla cugina: «Mi rimane difficile anche parlarne, non riesco a definire bene con lucidità quanto avvenuto, mi viene solo da piangere. Quello che mi spiace è vedere che l'Europa non sta facendo nulla»
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Lo scoppio e la densa nuvola di fumo vicino a un parco nella foto diffusa dalla presidenza ucraina. Kiev, 24 febbraio 2022 (Ansa)

di Laura Boccanera

C’è chi ha nipoti, madri, amici tra Kiev, Leopoli e anche a pochi chilometri dal confine con la Russia. La guerra in Ucraina vista dalla provincia di Macerata non mette meno paura alle tante ucraine e ucraini che vivono in Italia ormai da anni. Tra loro artiste, insegnanti, imprenditrici che da questa mattina alle 5 sono al telefono con i familiari rimasti in patria e che col cuore gonfio e con le lacrime per il loro paese assistono all’invasione russa dell’Ucraina iniziata prima dell’alba prendendo di mira gli obiettivi strategici. I racconti che arrivano dagli amici rimasti in patria è di panico e assalto ai benzinai, ai bancomat dove i soldi sono finiti, alle farmacie. La prima guerra del XXI secolo in Europa comincia da est.

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Lena Larina

Lena Larina vive ormai da quasi 20 anni in Italia, è sposata col collega Nicola Baiocco, video operatore televisivo, abita a Civitanova ed è una violinista affermata, oggi non è riuscita a fare quasi nulla, come racconta lei stessa: «Sono vissuta e ho studiato a Kharkiv dove ho ancora tantissimi amici – dice a Cronache Maceratesi – si trova proprio a 40 chilometri col confine russo, poco più a nord rispetto al Donestk. Ieri li ho sentiti e mi hanno detto che la situazione era abbastanza tranquilla, speravano nel buon senso, il centro era pieno di militari, ma la gente andava comunque in giro e tutti speravano non accadesse nulla. Poi questa mattina alle 5.30 ho ricevuto un messaggio da una mia amica che mi diceva che erano iniziati i bombardamenti, il cielo era rosso, tremavano i vetri. Il mio amico che ieri aveva chiamato anche per fare gli auguri di compleanno a mio figlio mi ha descritto una situazione completamente diversa rispetto a 24 ore prima. Lui è di Kiev ed era arrivato a Kharkiv per lavoro, stava cercando di tornare ma i benzinai erano stati presi d’assalto, c’erano file ovunque, nelle farmacie, ai bancomat, panico totale».

In quella zona di confine, come spiega Larina, da anni la popolazione è divisa: «E’ una divisione ideologica, 20 anni fa i filorussi erano molti di più, negli ultimi anni qualcosa è cambiato, ma comunque la popolazione rimane divisa e comunque quando ti arriva un missile vicino casa non ti chiede se sei filorusso oppure no. Ora sono tutti nascosti in metropolitana, mi dicono non c’è un posto dove sedersi, sono tutti ammucchiati. Io non riesco a trovare pace, mi tremano le mani e non riesco a pensare ad altro. Mia mamma vive a 400 chilometri da Kiev, potrebbe anche venire in Italia perché ha la carta di soggiorno in regola, ma anche organizzassero dei voli dall’ambasciata come fa a raggiungere Kiev, tutti i collegamenti aerei sono interrotti. La situazione è precipitata, non ci si aspettava un’evoluzione così rapida».

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Olha Voloshyn

Chi invece temeva un’escalation e prevede anche un coinvolgimento della Cina è Olha Voloshyn, conosciutissima in provincia di Macerata come insegnante di tango con la scuola Pasion Tango che ha varie sedi in tutta la regione. Vive da anni in Italia ma suo figlio è in Ucraina: «Lui vive a Leopoli, nella parte vicino alla Polonia, ma mia nipote è a Kiev e lui non vuole lasciarla – racconta – stanno distruggendo gli aeroporti, colpendo le basi militari, tantissima gente sta migrando verso ovest. Me lo aspettavo, lo dicevo agli italiani subito dopo l’intervista fatta da Putin. Ora anche la Bielorussia sua alleata ha permesso l’invasione. Se arriverà anche la Cina a dare supporto sarà la terza guerra mondiale. Putin non cederà mai, è un’azione sicuramente programmata da tempo».

«Assurdo pensare che nel 2022 sia possibile ancora un conflitto armato», sottolinea invece Iryna Movchan. Lei è un’imprenditrice, titolare assieme col marito Antonio della gelateria Opera in corso Dalmazia a Civitanova e fa la pasticcera. Anche lei vive malissimo anche se a distanza l’escalation avvenuta nella sua nazione: «Ho mia mamma e mia cugina là – spiega – mi raccontano che le banche sono chiuse, le sirene suonano sempre, non possono uscire di casa. Lei vive a Leopoli un parte più tranquilla al momento. La parte filorussa dell’Ucraina è una piccolissima comunità, saranno 600 persone in tutto, non sono mai state oppresse. La verità è che Putin vuole mettere le mani sulla parte ricca dove ci sono miniere, è una questione finanziaria ed economica».

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Iryna Movchan

«Quello che mi spiace è vedere che l’Europa non sta facendo nulla, la situazione è molto grave – aggiunge Movchan – Mai avrei pensato nel 2022 di vedere una situazione del genere e ora anche la Bielorussia è contro di noi. Mi rimane difficile anche parlarne, non riesco a definire bene con lucidità quanto avvenuto, parlo continuamente con i miei familiari, là è il panico, non si riesce a fare benzina, le persone migrano a piedi e nel frattempo Usa e Europa parlano, dove sono gli Stati Uniti adesso? Mi viene solo da piangere. L’Ucraina già dopo la seconda guerra mondiale aveva molto sofferto, fame, scontri civili all’interno della stessa Ucraina, uno contro l’altro. E ora Putin vuole annientare la nostra razza».

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Foto Ansa

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Una foto tratta dal profilo Twitter di Dobromir Vasile, Kiev, 24 Febbraio 2022 (Ansa)



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