Vaccini bluff, avvocato e infermiere
chiedono misure più lievi:
«Ordinanza carente sugli indizi»

INDAGINE - Emanuele Luchetti (in carcere) e l'avvocato Gabriele Galeazzi (ai domiciliari) hanno fatto ricorso al Riesame. Il primo ha puntato soprattutto sull'atteggiamento collaborativo tenuto fino ad ora con gli inquirenti. Il secondo sulla mancanza di esigenze cautelari di fronte alla prospettazione accusatoria contenuta nelle pagine firmate dal gip che lo hanno portato ad essere relegato tra le mura domestiche
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Una falsa vaccinazione ripresa al Paolinelli dalle telecamere della polizia

 

Ricorso al Riesame per annullare l’ordinanza firmata dal gip o, in subordine, chiedere una misura cautelare meno afflittiva. Le istanze sono state discusse questa mattina al tribunale di Ancona dai difensori dell’infermiere Emanuele Luchetti e dall’avvocato Gabriele Galeazzi, entrambi travolti lo scorso 10 gennaio dall’inchiesta Euro Green Pass.

L’infermiere si trova recluso nel carcere di Montacuto ed è stato indicato dalla procura come l’esecutore materiale dei falsi vaccini al centro Paolinelli della Baraccola, ad Ancona.

Il secondo sarebbe un intermediario, una sorta di procacciatore di clienti da portare all’hub.

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Emanuele Luchetti all’arrivo in tribunale per l’interrogatorio con il pm

Fino a questa sera, ai diretti interessati non era ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale sull’esito dei ricorsi. Dei due indagati, in aula era presente solo Galeazzi, difeso dal legale Riccardo Leonardi che, nei giorni scorsi, ha depositato una memoria lunga 43 pagine.

«Riteniamo che rispetto alla prospettazione accusatoria l’ordinanza sia carente sia per gli indizi di colpevolezza che per le esigenze cautelari» ha detto l’avvocato Leonardi al termine dell’udienza. Il pm Ruggiero Dicuonzo si è opposto alle istanze presentate dalla difesa.

Stesso discorso per l’infermiere Luchetti, assistito dall’avvocato Marta Balestra che, nel corso dell’udienza, ha soprattutto fatto leva sul comportamento collaborativo tenuto fino ad ora dall’indagato.

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L’avvocato Gabriele Galeazzi

Non si è infatti sottratto all’interrogatorio di garanzia (Galeazzi si era avvalso della facoltà di non rispondere), rispondendo alle domande del gip, e ha chiarito alcuni punti dell’inchiesta durante un faccia a faccia con il sostituto procuratore.

Stando all’accusa, Luchetti avrebbe incassato soldi in cambio delle simulazioni vaccinali, alcune delle quali ‘intercettate’ lo scorso dicembre dalle telecamere installate della Squadra Mobile al centro Paolinelli.

Questa mattina si sono tenute anche le udienze per alcuni dei presunti “clienti” che avrebbero pagato per ottenere il Green pass tramite la simulazione della vaccinazione. La procura ne ha contati 45, destinatari di misure più lievi, come l’obbligo di dimora o di presentazione alla polizia giudiziaria. Per alcuni, i provvedimenti cautelari sono caduti già dopo l’interrogatorio con il gip.

(Fe. Ser.)

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