Scuole riaperte, Pezzanesi:
«Sono dispiaciuto, non condivido
ma rispetto le disposizioni»

TOLENTINO - Il sindaco in una lettera aperta spiega ai cittadini cosa l'aveva spinto ad adottare l'ordinanza di chiusura fino al 15 e perché poi ha dovuto revocarla
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Il sindaco Giuseppe Pezzanesi

 

«Sono dispiaciuto per aver dovuto riaprire le scuole, alla luce della missiva che mi è stata inviata dal prefetto».

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi torna sui fatti degli ultimi giorni che lo hanno visto al centro di una polemica dovuta alla chiusura delle scuole dovuta al crescente numero di positivi al Covid e poi alla riapertura forzosa, con tanto di revoca dell’ordinanza. In una lettera rivolta ai suoi concittadini spiega e ripercorre le motivazioni che lo hanno portato ad una drastica decisione, poi costretto al dietrofront dal prefetto di Macerata Flavio Ferdani.

«Carissimi cittadini, carissimi genitori, carissimi presidi, insegnanti, operatori scolastici, giovani tutti, con questo comunicato – scrive Pezzanesi in terza persona-  il sindaco di una città bella, storica e gloriosa come Tolentino, vi spiega con chiarezza cosa ha determinato la ferma decisione dal 7 gennaio scorso di chiudere la didattica in presenza nelle nostre scuole, a dispetto delle indicazioni governative e regionali che invece invitavano perentoriamente a far ritornare tutti in classe in presenza. Ritengo doveroso farvi questa comunicazione, perché alcuni malinformati cittadini in aggiunta ai soliti noti che da dieci anni a questa parte colgono ogni provvedimento come occasione di contrarietà, denigrazione e contrapposizione precostituita, hanno avuto da criticare un provvedimento a tutela dei bambini, dei ragazzi, degli operatori scolastici tutti nonché delle famiglie e di conseguenza degli ambienti di lavoro. Si può essere certamente critici e provocatori, ma definire un provvedimento di tutela integrale della salute per i ragazzi delle scuole e delle loro famiglie, voluto fortemente anche da alcuni presidenti di regioni come Veneto e Campania, un problema consequenziale perché non si sa a chi lasciare i figli in custodia e definire un non funzionale metodo di insegnamento la dad quando scaturisce dallo stesso provvedimento del sindaco, rispetto a quella che purtroppo invece è già scaturita in maniera dilagante per coloro che hanno riaperto le scuole fin da subito il 7 gennaio scorso, vuol dire solo essere lontani e confusi da quella che è la realtà e allora chiedo “che differenza c’è tra la dad derivata da un provvedimento precauzionale del sindaco e quella derivante dal numero dei contagi in classe?”».

«Veniamo alle motivazioni che hanno fatto scaturire il provvedimento di chiusura – continua il primo cittadino – Nelle settimane che hanno preceduto il Natale avevamo constatato un aumento significativo del numero delle persone che risultavano positive al Covid e che nei giorni successivi alle festività natalizie, al capodanno si registravano aumenti del 20% giornalieri. Quindi, il riunirsi per le festività e l’alta forza di propagazione dell’omicron facevano emergere dati davvero preoccupanti, e nei primi giorni del 2022, in prossimità dell’Epifania, periodo immediatamente precedente all’apertura delle scuole, constatato il numero rilevante dei positivi al Covid, ho deciso, dopo esserci confrontati come sempre facciamo, con i massimi dirigenti scolastici, di chiudere alla didattica in presenza per tutti gli istituti scolastici per una prima fase che ha interessato il 7 e l’8 di gennaio, programmando però un consequenziale, propedeutico e lungimirante screening su tutti i ragazzi ed il personale scolastico per domenica 9 gennaio. Screening realizzato in autonomia ed in tre giorni sotto l’egida dell’Asur che ringraziamo, e, con il contributo essenziale e mai venuto a mancare nel tempo degli imprenditori in generale e delle farmacie Marcelletti e Bonifazi, del Laboratorio analisi Gamma, della Protezione civile, delle forze dell’ordine, dei dipendenti comunali e della Polizia locale, che ringraziamo a cuore aperto. Lo screening effettuato dalle 9 di domenica 9 gennaio in zona piscine comunali per i ragazzi delle superiori ed il personale della scuola, e in via Colombo nella struttura tecnica comunale per tutti gli altri, ha dato visto la partecipazione 1.416 persone su un totale di 2.700 interessate. Alla luce dei risultati scaturiti dallo screening che sentenziavano 56 contagiati dal Covid, che andavano ad assommarsi ad una situazione pregressa di per sé già molto seria di positivi, veniva immediatamente indetta una riunione in via telematica con tutti i dirigenti scolastici che, venuti a conoscenza delle sommatorie aggiornate che recitavano più di 500 contagi e già falcidiati in termini di presenza di personale proprio per via del Covid, convenivano sulla decisione del sottoscritto su di un ulteriore chiusura totale della didattica in presenza per i giorni dal 10 gennaio al 15 compreso, onde contrastare la veloce diffusione del virus».

«Sarebbe stato sicuramente più accomodante e standard per il sottoscritto – sottolinea Pezzanesi – seguire il fare comune di tutti coloro che hanno seguito la normativa in materia diffusa all’ultimo istante dal governo centrale, invece di chiudere “numeri alla mano” le scuole di ogni ordine e grado, conscio di produrre due effetti: il primo di tutelare in modo significativo la salute dei ragazzi, delle loro famiglie e della comunità in generale, il secondo di prendere il legittimo malcontento ed i rimbrotti di alcune famiglie che, a causa del provvedimento sarebbero entrate inevitabilmente in difficoltà per organizzarsi per motivi di lavoro sulla custodia dei figli. Al primo proposito non rinuncerò mai perché va incontro alla tutela della salute che è il bene più prezioso che abbiamo, per il secondo me ne dispiaccio profondamente ma non può scalzare il primo. Altrettanto dispiaciuto lo sono per aver dovuto riaprire il 13 mattina le scuole, alla luce della missiva che mi è stata inviata lunedì 10 gennaio nell’espletamento delle sue funzioni dal massimo rappresentante territoriale del governo che è sua eccellenza il Prefetto, che ha fatto ciò che è di sua competenza proprio in linea con le disposizioni governative che per l’occasione non condivido ma che rispetto. Così come rispetto la risposta dell’Asur  che, difronte al nostro ultimo e realistico aggiornamento delle rilevanze numeriche Covid di mercoledì mattina che abbiamo inviato per l’appunto nella nostra richiesta di parere (688 circa contro i 385 comunicati dall’apposita applicazione del martedì sera della stessa Asur) ha dichiarato “si ritiene che la chiusura delle scuole al di fuori dei protocolli vigenti non possa apportare benefici ai fini del contenimento dei contagi”. Non ho altro da aggiungere se non che dopo la riapertura delle scuole a Tolentino, almeno cinque sindaci della Sicilia le hanno chiuse per eccessiva diffusione dei contagi».

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