«La tragedia dei Canullo deve
responsabilizzare tutta la collettività»
MACERATA - L'intervento di Massimo Pizzichini, ex consigliere Udc, all'indomani del funerale della famiglia trovata morta in casa il 6 settembre: «E' stata solo l’ultima, altre ce ne sono state e altre ce ne saranno se non si prendono provvedimenti. Si riparta dalla Mutualità di vicinato»

Il funerale della famiglia Canullo
«La tragica fine della famiglia Canullo deve interrogare tutta la comunità maceratese. La disgrazia avvenuta nel silenzio più assordante nella piccola città di provincia deve responsabilizzare tutta la collettività. In una società in cui all’interno della propria abitazione è possibile collegarsi con tutto il mondo, non è possibile che a livello locale non si riesca ad essere ” connessi” per sconfiggere la solitudine». Sono le parole di Massimo Pizzichini, ex consigliere in quota Udc e poi sostenitore (almeno durante gli appuntamenti elettorali dell’estate) dell’attuale giunta di centrodestra guidata da Sandro Parcaroli che ha nella sua maggioranza anche i centristi, che interviene all’indomani del funerale di Eros, Angela e Alessandro Canullo, la famiglia trovata morta nella loro abitazione il 6 settembre scorso.

Massimo Pizzichini
«Questa tragedia figlia della solitudine è stata solo l’ultima, altre ce ne sono state e altre ce ne saranno se non si prendono provvedimenti – continua Pizzichini – In una società sempre più con famiglie monoparentali e con anziani sempre più soli, dobbiamo fare modo e maniera per evitare queste tragedie. Nella precedente Amministrazione era stata deliberata una mozione sulla Mutualità di vicinato che tra l’altro prevedeva anche un diverso e migliorato rapporto di appartenenza alla comunità sociale, un processo di sempre maggiore dialogo e reciproco sostegno. Gli indirizzi della mozione portarono alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Amministrazione Comunale e Prefettura, volto in particolare alla coesione sociale, favorendo e stimolando relazioni di fiducia solidarietà e reciproco sostegno. Dopo la sottoscrizione del protocollo nella primavera del 2020 non è stato dato più seguito a quanto sottoscritto. La mutualità di vicinato non sarà la panacea di tutti i mali della nostra società, ma da lì si potrà partire anche rivedendo il protocollo per contribuire ad evitare che fatti del genere possano ripetersi».
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