Tragedia dei Canullo, i ricordi al funerale:
«Eros e Angela, un amore immenso
nel segno di loro figlio Alessandro»

MACERATA - Un centinaio di persone hanno partecipato alla funzione per dire addio alla famiglia trovata morta il 6 settembre. Il fratello di Angela: «Quando hanno compreso la gravità della situazione di loro figlio hanno fatto una scelta portata avanti fino alla fine: volevano alleviare le carenze con cui era costretto a convivere e non fargli mancare niente». Un'amica di Alessandro, arrivata da Padova: «Ci siamo conosciuti a 15 anni negli scout, da allora abbiamo continuato a sentirci»
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Don Pierandrea Giochi celebra il funerale. In primo piano le tre urne

di Gianluca Ginella (Foto di Fabio Falcioni)

Sono morti soli, dimenticati per almeno due mesi, ma oggi al funerale un centinaio di persone ha detto addio alla famiglia Canullo: a Eros e alla moglie Angela Maria Moretti, 80 anni lui, 76 lei, e a loro figlio Alessandro, 54. C’è anche una amica di Alessandro giunta da Padova («non potevo mancare») per il funerale che si è svolto questa mattina nella chiesa di Santa Croce di Macerata. La funzione è stata celebrata da don Pierandrea Giochi alle 10.

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Alessandro Canullo in una foto di qualche anno fa

Di fronte all’altare le tre urne (la famiglia ha deciso per la cremazione).

C’erano poi i parenti, la sorella di Anna Maria, arrivata da Milano insieme al figlio, Gianluca Paracciani, c’era un nipote, figlio della sorella di Eros, Nazzareno Russo, che vive a Fermo. E c’erano gli amici di Alessandro, quelli che aveva conosciuto agli scout, come Luca Tacconi (presente insieme al papà Ivano). Presenti anche il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, la vice sindaco Francesca D’Alessandro, l’assessore Oriana Piccioni, e c’erano anche i consiglieri comunali Narciso Ricotta e Ninfa Contigiani. Non c’era Antonio Moretti, altro fratello di Angela, che vive negli Stati Uniti e non poteva essere presente ma ha inviato un messaggio che è stato letto alla fine della funzione.

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Gianluca Paracciani legge il messaggio dello zio

«Quello che successo mia sorella Angela è una di quelle tragedie di cui nessuno avrebbe voluto essere testimone – premette Antonio Moretti nel messaggio letto dal nipote, Gianluca Paracciani -. Poco più di trent’anni fa Alessandro ha avuto un grave incidente stradale (in cui rimase in coma, ndr). Quando Angela ed Eros si resero conto della gravità dell’accaduto presero la decisione che poi mantennero e portarono avanti fino al drammatico epilogo: si adoperarono affinché ad Alessandro non mancasse niente di quanto aveva bisogno, cercando in tutti i modi di alleviare il dolore e la frustrazione di quelle carenze con cui ora il loro amato figlio era costretto a convivere.

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Il nipote Nazzareno Russo

Così facendo nacque tra loro una unione e un amore che credo si spossa classificare come immenso e che tenne unito il loro nucleo famigliare sino alla fine. Poter credere che ora possano stare ancora insieme in quel amore immenso che avevano è una cosa che ci può dare un po’ di piacere».

Il messaggio è stato applaudito da chi era presente in chiesa. Tra loro Anna Chiara (preferisce che non venga riportato il cognome) che conosceva Alessandro da molti anni: «io sono di Padova, ci eravamo conosciuti a 15 anni con gli scout, in Abruzzo. Da allora siamo sempre rimasti in contatto. Ci scrivevamo delle lettere, neanche telefonate, solo lettere. Ci scrivevamo a Natale, per i compleanni. Sono stata a Macerata nel 1996 dopo l’incidente, poi ci sono tornata qualche mese dopo. Lui era venuto a Padova. Ultimamente credo stesse meglio, lo vedevo dalla scrittura che era tornata quella che aveva prima. Oggi non potevo mancare».

«Quando succede una triplice morte non si capisce niente, siamo rimasti sconvolti» dice Nazzareno Russo, figlio di Silvana Canullo, la sorella di Eros scomparsa a inizio anno. La tragedia della famiglia Canullo è venuta a galla il 6 settembre scorso quando la sorella di Angela non riuscendo a contattarla da tempo aveva chiamato i soccorsi. Eros, Alessandro e Angela sono stati trovati morti nella loro casa di Borgo Santa Croce, a Macerata. Sulle cause della morte resta l’attesa per il deposito dell’autopsia, svolta l’8 settembre.

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Alcuni parenti dei Canullo durante la funzione (terzo da sinistra il nipote Nazzareno Russo)

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Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli con gli assessori Francesca D’Alessandro e Oriana Piccioni

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Narciso Ricotta e Ninfa Contigiani

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