Muccia, primo negozio
torna in centro

SISMA - Oggi il taglio del nastro per l'alimentari della famiglia Lana. Il sindaco Baroni: «Un grazie ai giovani che sono voluti rimanere. Sono preoccupato per il super bonus 110 che sta facendo scappare le ditte edili»
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Oggi il taglio del nastro

 

di Monia Orazi

A Muccia ha riaperto questa mattina il primo negozio che torna tra le mura di un palazzo appena ristrutturato dopo sisma del 2016. «Un segnale che ci regala ottimismo e ci risolleva il morale – racconta Mario Baroni sindaco di Muccia – specie perché dietro questa attività ci sono dei giovani che sono voluti rimanere. Non tutti se ne vanno, dobbiamo aiutare chi vuole lavorare e vivere qui a restare». Il sindaco in fascia tricolore ha tagliato il nastro insieme alla famiglia Lana, in quella che i muccesi chiamano “piazza” e risponde all’indirizzo di piazzetta Barilatti a due passi dall’incrocio con la vecchia statale 77, dove una volta si trovava anche il Comune. E’ lì che ha riaperto l’attività di generi alimentari, che fino a qualche giorno fa era ospitata nei container, nell’area commerciale Il Punto.

«E’ il primo negozio che torna a stare tra pareti fatte di muri – aggiunge il sindaco –, dopo la banca è la prima attività commerciale che torna e ci regala un po’ il sapore della vecchia Muccia, quella che tutti speriamo di vedere presto. A breve riaprirà qui accanto anche l’ufficio postale. Ringrazio questi giovani, va dato loro atto del coraggio e della fiducia che hanno avuto a riaprire questo negozio, in un centro che ancora centro non è. Questa è una zona dove transitano molte auto, qui i residenti stabili sono pochissimi». Dopo il taglio del nastro si è tenuta la benedizione del parroco di Muccia, ed un piccolo momento conviviale tutti in allegria. «Certo è un piccolo segnale positivo – prosegue Baroni, un ritorno in quella che era Muccia, posso auspicare che mano a mano che si liberano i locali, altri giovani, artigiani, commercianti, abbiano voglia di aprire e mettersi in gioco, per ripopolare le nostre vie, prima di attività, poi con il procedere della ricostruzione anche di residenti e famiglie. Sono preoccupato perché le ditte stanno scappando dal terremoto, con il 110 per cento se ne vanno via, le nostre imprese edili erano poche con la crisi dell’edilizia, attendevamo venissero da fuori. Chi viene da fuori va via, perché il super bonus 110 per cento, molto richiesto in altre zone, sta bloccando la ricostruzione».



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