Il Pd boccia la giunta regionale:
«Non si sono ancora accorti di aver vinto»
«Acquaroli? Equilibrismo da fenicottero»

REGIONE – I dem tracciano un loro bilancio del primo anno dell'amministrazione di centrodestra, tra proposte avanzate e pesanti critiche all'esecutivo: «Quello di cui oggi si vantano, l'abbiamo progettato e finanziato noi. E' un esecutivo arrogante ed arroccato, ancora in campagna elettorale, labile, inconsistente e insensibile alle fasce più deboli»
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Il gruppo consiliare del Pd

 

di Martina Marinangeli

Una giunta «arrogante ed arroccata, ancora in campagna elettorale», dà la prima stilettata il capogruppo Maurizio Mangialardi. Una giunta «labile ed inconsistente, insensibile alle fasce più debole», rincara la dose il consigliere Antonio Mastrovincenzo. «Un presidente liquido, impalpabile, assente, con un equilibrismo da fenicottero», la bordata creativa di Romano Carancini, mentre Manuela Bora parla di «giunta al maschile con l’unica donna che è contro le pari opportunità». «Andrebbero denunciati per plagio», la chiosa di Fabrizio Cesetti, che rivendica anche il giudizio di piena parificazione dato dalla corte dei Conti «ad un bilancio che ho fatto io». Insomma, una bocciatura su tutta la linea quella del Pd riguardo all’operato della giunta Acquaroli nel suo primo anno di mandato. E dato che si tratta dell’opposizione, era abbastanza scontato: difficilmente la conferenza stampa convocata per questa mattina si sarebbe tradotta in sperticate lodi. È stata invece una lettura “al contrario” del quadro tracciato dalla giunta lo scorso lunedì. Tuttavia, i consiglieri democrat sono scesi nel dettaglio delle critiche mosse, a partire da Mangialardi secondo cui, «in un anno, Acquaroli e la giunta hanno continuato ad essere in campagna elettorale. Incassano le grandi programmazioni fatte nel passato e, alla fine dei 5 anni, saranno realizzate solo le opere avviate dalla precedente amministrazione, ovvero gli ospedali di Fermo, Amandola, Inrca e Salesi». Sul tema del lavoro, poi, sottolinea come «la vertenza Elica sia l’emblema di ciò che un’amministrazione non deve fare: non si doveva ammiccare alla proprietà». Un argomento ampliato da Mastrovincenzo, che parla di «totale insensibilità per le fasce deboli della popolazione. Mercoledì porteremo in Consiglio una mozione per ripristinare i 300mila euro per la povertà assoluta che avevamo messo a bilancio nel 2020 e spariti nel 2021». La vice capogruppo Anna Casini, passa poi all’argomento che, da Ascolana, più sente vicino, ovvero quello del sisma: «la pianificazione della ricostruzione non è certo di questa giunta. È risibile che presidente ed assessori vadano a tagliare i nastri» e muove una pesante critica anche sulla gestione del Contratti Istituzionali di Sviluppo, per la modifica dei criteri a presentazione di progetti già avvenuta. Carancini taccia il governatore Acquaroli di «un equilibrismo che non onora i cittadini marchigiani: è come un fenicottero». «Mai avrei pensato di iniziare la legislatura con le lancette riportate indietro di secoli», evidenzia Bora, con riferimento è al tema dell’aborto e dei consultori, mentre il vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani definisce l’esecutivo «la giunta degli slogan: non si sono accorti di aver vinto le elezioni. Siamo a fine 2021 ed ancora la Regione non ha fatto il bilancio: quello di cui si vantano, l’abbiamo programmato e finanziato noi». Un pensiero condiviso da Cesetti, ha cui è stata lasciata la chiosa: «la Corte dei Conti ha dato il giudizio di parifica su un bilancio che ho fatto io. Per il Covid, tra le altre cose, abbiamo finanziato la legge 13 per il credito d’impresa e, a maggio, la piattaforma 210 milioni di euro. In quest’anno, hanno lavorato con risorse nostre. Come per la difesa della costa e gli ospedali. Andrebbero denunciati per plagio. Se le risorse, i progetti ed i dirigenti sono i nostri, vuol dire che la giunta Ceriscioli è sopravvissuta a se stessa».

 

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