«Dov’è la ripresa?
Rincari e carenza di materie prime
minano la ripartenza»

CONFINDUSTRIA MACERATA fa il punto della situazione. Alessio Castricini: «La situazione pandemica rimane preoccupante. Dobbiamo affrontare una modalità di lavoro fortemente precaria, con ordini che in parte arrivano ma che rappresentano solo un’occasionalità e non offrono prospettive per consolidamenti e strategie future»

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Castricini

Alessio Castricini, presidente della sezione accessori calzature e vicepresidente di Confindustria Macerata

«Trascorso il mese di settembre pieno di aspettative sulla ripresa, attese avvalorate anche da una stagione fieristica considerata, ovviamente vista la situazione di partenza, foriera di interessanti opportunità di business e di parziale recupero di quanto perso tra il 2020 e 2021, oggi ci troviamo ancora una volta a fare i conti con una situazione pandemica che rimane preoccupante. Dobbiamo affrontare una modalità di lavoro fortemente precaria, con ordini che in parte arrivano ma che rappresentano solo un’occasionalità e non offrono prospettive per consolidamenti e strategie future». Questo è quanto dichiara l’imprenditore Alessio Castricini, presidente della sezione accessori calzature e vicepresidente di Confindustria Macerata. «In questo quadro già pesante – seguita Castricini – con una regione che, secondo i parametri europei, già da prima del Covid ha iniziato un percorso a ritroso che la sta accomunando alle aree depresse del meridione, si è aggiunta la questione degli smisurati rincari dell’energia e delle materie prime con l’ulteriore enorme difficoltà di approvvigionamento delle stesse. Parliamo di aumenti senza precedenti che stanno generando gravissime ripercussioni negative sulla ripresa dei consumi delle famiglie, sulla competitività delle nostre imprese costrette ad aumentare i prezzi ed in molti casi a ricorrere nuovamente alla cassa integrazione per le mancate forniture».

Piervincenzi

Matteo Piervincenzi, presidente della sezione calzature e vicepresidente di Confindustria Macerata

«Una situazione di una gravità senza pari – sostiene anche Matteo Piervincenzi, presidente della sezione calzature e vicepresidente di Confindustria Macerata –. Stiamo assistendo ad una guerra commerciale senza precedenti che vede il nostro Paese, e l’Europa, in difficoltà nel contrastare la predominanza e le imposizioni dei colossi asiatici, oramai unici regolatori del mercato mondiali. Per giunta – sottolinea Piervincenzi  – già da prima della pandemia assistevamo al fatto che i grandi brand e la distribuzione organizzata incorporavano o acquisivano le nostre migliori aziende, un fenomeno che è indubbiamente un riconoscimento alla qualità e all’eccellenza dei nostri prodotti, ma che può farci perdere i legami con i mercati e l’identità che ci caratterizza. Il nostro distretto rischia di scomparire e con esso i nostri prodotti, la creatività che li caratterizza, uno stile riconosciuto ed apprezzato a livello mondiale. Molti sono stati e sono tuttora gli apprezzamenti per le eccellenti competenze che rappresentiamo, che si riassumono nell’arte del nostro saper fare. Oggi, però, quelle nicchie non ci sono più, o è quasi impossibile intercettarle. Per riprendere i mercati e tenere testa alla grande distribuzione digitalizzata ed ai seducenti richiami dei brand globali, bisogna divenire noi stessi marchi riconosciuti  e visibili (o come gruppi di  imprese o come territorio), valorizzando nel contempo il nostro made in Italy, altrimenti non avremo alternative al definitivo declino. Possiamo ottenere ciò solo con un lavoro di squadra, per questo chiediamo alla politica di continuare a credere nel nostro settore – conclude Matteo Piervincenzi -. Occorre urgentemente rafforzare la cooperazione tra imprese, istituzioni, enti, associazioni di categoria, per trovare, insieme, le soluzioni migliori per superare le criticità e convincere l’Unione Europea a reagire in modo fermo e proattivo a logiche commerciali che altrimenti ci condurranno al tracollo».


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