Mirella Emiliozzi solidale con Belletti:
«Basta sessismo, l’indignazione sia unanime»
CIVITANOVA - La deputata dei 5Stelle esprime sostegno per la vicenda che vede parte lesa l'assessora al bilancio della Giunta di centrodestra presa di mira dalle accuse diffamatorie dell'ex consigliere Livio De Vivo ora indagato anche per stalking

Mirella Emiliozzi, deputata civitanovese dei 5 stelle
Frasi diffamatorie nei confronti dell’assessora Roberta Belletti, la deputata del Movimento 5 stelle Mirella Emiliozzi esprime solidarietà all’assessora per le parole di Livio De Vivo, a processo per stalking e diffamazione. «Voglio esprimere tutto il mio sostegno all’assessora di Civitanova Roberta Belletti, costretta a subire ignobili atti persecutori di stalking e frasi diffamatorie a sfondo sessuale da parte dell’ex consigliere comunale Livio De Vivo». Nella nota Mirella Emiliozzi ricorda come lei stessa fu oggetto delle parole in libertà dell’ex consigliere Livio De Vivo che da tempo nel corso di dirette Facebook attraverso una pagina da lui gestita fa da moralizzatore e censore della politica con contenuti sopra le righe. «Al giorno d’oggi è inammissibile che azioni del genere possano ancora limitare la serenità, e dunque anche la vita personale e lavorativa, di una donna – prosegue la Emiliozzi – come anche è assurdo vedere costantemente sviliti i meriti delle nostre colleghe sulla base di un pensiero discriminatorio di genere ancora duro a morire. Livio De Vivo non è nuovo a becere battute e ad atti discriminatori e offensivi, di cui tra l’altro io stessa sono stata in più di una occasione fatta oggetto. Ciò dimostra che questa persona e chi in lui si identifica non ha altro strumento di argomentazione se non il tentativo d’umiliazione pubblica e lo svilimento infondato delle donne. E’ ora di dire basta definitivamente al sessismo, che non può più fare parte della nostra quotidianità e mi aspetto che questa volta l’indignazione sia unanime e pubblica. Si tratta di una questione che riguarda tutta la società civile, ancor prima che le aule dei tribunali». Al processo viene contestato a De Vivo di aver raccontato falsamente che la Belletti fosse l’amante del vicesindaco Fausto Troiani facendo riferimento ad una pseudo lettera anonima e che la giunta faceva uso di droga.
(l. b.)