«Tamponi scaduti durante le lezioni,
prof costretti ad abbandonare la classe»

CASI segnalati al segretario provinciale dello Snals Ugo Barbi: «Così è un caos, la circolare del Ministero è chiara. Il controllo va fatto all'ingresso, non si può interrompere l'attività didattica»
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Ugo Barbi, segretario provinciale Snals

 

«Mi sono stati segnalati un paio di casi di insegnanti rimandati a casa durante la lezione perché era scaduto il tampone che avevano fatto per ottenere il Green pass». E’ quanto dichiara Ugo Barbi segretario provinciale dello Snals. A poco più di una settimana dall’avvio della scuola, dunque, anche nel Maceratese iniziano ad emergere problemi riguardo all’obbligo del certificato verde per entrare in classe. Chi non ha il vaccino infatti può avvalersi del tampone per ottenerlo, che però ha validità di 48 ore. E sembra, da quanto ha raccontato il sindacalista, che in un paio di casi le 48 ore di validità del tampone siano scadute proprio durante lezioni e che gli insegnanti per questo siano stati richiamati e rimandati a casa. «Così è un caos – continua Barbi – la circolare del Ministero è chiara: il controllo va fatto all’ingresso, non si può interrompere l’attività didattica, solo perché magari un insegnate ha dimenticato di controllare l’orario di scadenza del tampone. Anche perché, se è vero che per la variante Delta il tampone dura al massimo qualche ora, che facciamo? Diventerebbe assurda la situazione. Dobbiamo rispettare tutti, anche perché i non vaccinati sono pochissimi e per la maggior parte si tratta di persone che hanno altre patologie non riconosciute per l’esonero dal vaccino e hanno timore a farlo. Non è possibile pensare sempre agli insegnanti come persone che non rispettano la legge, al contrario il mondo della scuola ha dato un grande esempio di civiltà e di responsabilità con la vaccinazione a cui si sono sottoposti la stragrande maggioranza di alunni e insegnanti». Barbi poi punta il dito contro il ministero per non aver rispettato il protocollo che era stato siglato da tutti i sindacati e che prevedeva tamponi gratuiti e test salivari per ottenere il Green pass. «Il nuovo protocollo non l’abbiamo firmato e non lo firmeremo», assicura. Per quanto riguarda le sospensioni, che scatterebbero dopo cinque giorni senza tampone, e che prevedono la sospensione anche dello stipendio ma non il licenziamento, ancora non si sono verificati casi nella nostra provincia. «In molti si sono messi in malattia – spiega Barbi – altri sono stati invitati a fare il tampone, ma in tanti mi hanno chiamato perché preoccupati che possano essere rimandati a casa durante le lezioni».

 

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