Spedizione punitiva contro un 19enne,
picchiato con una spranga per la droga
Scattano gli arresti

SAN SEVERINO - Nei guai una gang composta da un 19enne e un 24enne (entrambi ai domiciliari) e da un 20enne (sottoposto all’obbligo di firma). I fatti sono accaduti il 28 agosto in località Castello. Si è trattato di un piano organizzato per dare una lezione al ragazzo che doveva tra i 50 e i 70 euro per la droga
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Il luogotenente Massimiliano Lucarelli, il capitano Giulia Maggi e il tenente Federico Pellegrini

 

di Gianluca Ginella

Pestato dalla gang, preso a colpi di manganello e rapinato: vittima un 19enne, la sua colpa quella di dovere tra i 50 e i 70 euro a tre ragazzi per la droga. Due degli aggressori sono finiti agli arresti domiciliari, il terzo è stato sottoposto all’obbligo di firma due volte al giorno. La scena di questi episodi è San Severino.

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Il capitano Giulia Maggi

Il pestaggio è avvenuto il 28 agosto, intorno alle 19 di sera. Quel giorno i tre ragazzi, ora sottoposti a misure cautelari in seguito alle indagini dei carabinieri di San Severino e del Nucleo operativo e radiomobile di Tolentino coordinati dal pm Rosanna Buccini, hanno teso una trappola al 19enne. Il giovane è stato attirato in una zona poco frequentata in località Castello di San Severino. «Abbiamo ricostruito come queste persone abbiano programmato in maniera precisa l’aggressione – dice il luogotenente Massimiliano Lucarelli, comandante della stazione di San Severino -. C’erano ruoli ben precisi: chi ha attirato la vittima, in particolare uno di loro, un giovane che ha fornito un veicolo con cui sono stati dislocati altri appartenenti a questa gang per far riuscire l’agguato senza che la vittima capisse. Inoltre abbiamo visto una serie di preparativi di persone consce dell’azione che sarebbero andate a compiere: si toglievano collane, monili che nella colluttazione potevano andare persi».

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Il monopattino portato via al 19enne

A segnalare quello che stava accadendo «sono stati alcuni cittadini che hanno chiamato i carabinieri, dicendo di un pestaggio a un coetaneo da parte di alcuni ragazzi – racconta il capitano Giulia Maggi, alla guida della Compagnia carabinieri di Tolentino -. In quel momento era in corso un controllo del territorio disposto dal comando legione Marche. Questo ha consentito quasi immediatamente di arrivare a trovare in responsabili. Abbiamo compreso che non si trattava di una rissa o di un incontro estemporaneo». Quando i carabinieri sono arrivati sul posto non hanno trovato i ragazzi e nemmeno la vittima, un 19enne. Ma ci hanno messo poco a rintracciare tutti quanti. Il 19enne era stato colpito alla testa con un manganello di metallo e aveva ancora i vestiti insanguinati quando i carabinieri lo hanno rintracciato e portato in ospedale. I tre ragazzi gli avevano portato via tutto: sia il portafoglio con soldi e documenti, sia il monopattino che aveva usato per raggiungere il luogo dell’appuntamento, sia occhiali, cappello firmato. I sospetti dei carabinieri si sono subito concentrati su alcuni ragazzi, due dei quali già noti per fatti simili. Sono scattate le perquisizioni e a casa di uno di loro, che i giovani usavano come sorta di covo, sono stati trovati gli effetti personali che erano stati rapinati al 19enne. Nel corso del controllo sono stati trovati anche 15 grammi tra marijuana e hashish. Trovato anche un coltello a serramanico e il manganello in metallo telescopico utilizzato per picchiare la vittima. Fondamentale per le indagini, ha aggiunto il luogotenente Lucarelli «le testimoniante dei residenti e le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune che ci hanno consentito di ricostruire l’aggressione e i ruoli che hanno avuto i ragazzi». Un piano studiato a tavolino per dare una lezione e una sorta di avvertimento a un 19enne che doveva tra i 50 e i 70 euro per la cessione della droga.

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Il materiale rinvenuto e sequestrato

Una volta avuto il quadro di quanto accaduto, il pm ha chiesto al gip di spiccare delle misure cautelari. Per un 19enne e un 24enne settempedani, già noti alle forze dell’ordine, sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per il terzo della gang, un 20enne albanese, disoccupato, che vive in un comune vicino a San Severino è stato disposto l’obbligo di firma: nel pestaggio ha avuto un atteggiamento meno aggressivo rispetto a quello degli altri due. A eseguire i provvedimenti i carabinieri di San Severino in collaborazione con i militari del Norm di Tolentino e della stazione di Caldarola. Ai tre giovani «viene contestata la rapina pluriaggravata – ha detto il tenente Federico Pellegrini, comandante del Norm -. Abbiamo raccolto elementi più che probanti e le nostre conclusioni sono state condivise sia dal pm che dal gip». «Si tratta di un gruppo di ragazzi che ha avuto una escalation, sono molto giovani, speriamo che questa misura sia un segnale affinché interrompano questo atteggiamento» ha detto il capitano Maggi.

(Ultimo aggiornamento alle 15)



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