Il piromane resta in carcere,
ma il gip non convalida il fermo

CIVITANOVA - Il 35enne Alban Ajazi è accusato di aver dato fuoco a tre auto. Oggi si è svolta l'udienza davanti al giudice. La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica. L'uomo era già finito in manette ad agosto per la spaccata al centro Wind, in precedenza era stato denunciato per atti vandalici contro un bar e la farmacia Angelini
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Sopralluogo della polizia tra le auto incendiate

 

di Gianluca Ginella

In manette dopo aver dato fuoco a tre auto nelle prime ore di sabato scorso, il giudice non convalida il fermo del 35enne albanese Alban Ajazi, ritenendo che non vi sia il pericolo di fuga, e comunque dispone la conferma della custodia in carcere. L’udienza si è svolta questa mattina davanti al gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Il difensore dell’albanese, l’avvocato Francesca Sbriccoli, ha fatto opposizione al fermo di sabato, quando la polizia, dopo serrate indagini, ha individuato l’uomo come il presunto autore degli incendi.

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Accertamenti della polizia

Il giudice ha accolto l’opposizione, ritenendo che non vi fosse il presupposto per il fermo: il pericolo di fuga. In udienza il legale dell’albanese ha chiesto anche che venisse fatta una perizia psichiatrica sul suo assistito. Al momento una perizia non è stata disposta. Ajazi rimarrà in carcere. Nei mesi precedenti l’albanese si è già reso protagonista di episodi che hanno fatto scalpore a Civitanova. Come l’aver preso a sassate la vetrina del bar Infinity di Civitanova (l’8 agosto) e disegnato una bara con una croce sul muro della farmacia di Daniele Angelini. L’uomo era stato individuato grazie ad una indagine congiunta di polizia e carabinieri. E ancora il 18 agosto scorso ha tentato una spaccata al centro Wind di Civitanova, in largo San Francesco di Sales, e per quell’episodio era stato arrestato e messo ai domiciliari. Aveva giustificato questo episodio dicendo di aver agito per conto del clan dei Casalesi. Il 35enne, fino a circa due anni fa aveva un lavoro e conduceva una vita tranquilla. Dopo gli episodi di agosto e l’arresto, sabato mattina ha compiuto, secondo gli inquirenti, l’ennesimo gesto eclatante. Quel giorno Ajazi, secondo gli inquirenti, ha appiccato l’incendio di tre auto tra via Rete e piazza San Martin. A prendere fuoco sono state una Hyundai, una Bmw e una Mercedes parcheggiate vicine. A vedere l’azione del piromane è stato un militare del gruppo cinofili della Guardia di finanza che ha chiamato i vigili del fuoco e ha cercato, con un estintore che aveva a bordo della sua auto, di spegnere le fiamme.

 

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