Concorso nazionale di poesia:
vincono Giuliana Domizioli
e Daniela Gregorini
CORRIDONIA - Al teatro Lanzi, organizzata dal centro socio-culturale "Monsignor Raffaele Vita", è andata in scena la ottava edizione, diretta da Fabiana Vivani. Premio dialettale per la maceratese, con "La vizzocca", premio in lingua italiana per la fanese con la creazione "Cos'è, oggi"

I premiati sul palco
«Perché la cultura è la cura. Ora più che mai». Sono queste le parole conclusive declamate da Fabiana Vivani, direttrice artistica dell’evento culturale “Concorso nazionale di poesia città di Corridonia – VIII edizione 2021”.
Un successo la manifestazione celebrata sabato 11 settembre al teatro Lanzi, organizzata e curata dal centro socio-culturale “Monsignor Raffaele Vita” di Corridonia. Le poesie finaliste in concorso hanno emozionato tutti gli spettatori in un teatro al completo. Presenti ospiti illustri quali la poetessa italo-francese e madrina del concorso Maria Salomone, il primo cittadino di Corridonia Paolo Cartechini, il vicesindaco Manuele Pierantoni ed alcuni assessori, il presidente provinciale Ancescao Angelo Formica e il vice presidente Ancescao regione Marche Tiziana Angeletti. L’evento è stato patrocinato dal comune di Corridonia, dalla Regione, dalla provincia di Macerata e dall’Ancescao nazionale.
Si è iniziato dalla forma dialettale: la prima a classificarsi è stata Giuliana Domizioli di Macerata col titolo “La vizzocca”, seconda la poesia “Dal Montiròzz” di Daniela Gregorini di Fano, terza “Io e…te” di Giancarlo Campifioriti di Fermo. Le poesie in lingua italiana: al terzo posto “Io sono” di Paola Celli di Rimini, secondo il poeta Olindo Moretti di Dolo (Venezia) con la poesia “Com’è bello camminare”, mentre ha trionfato di nuovo Daniela Gregorini di Fano con la creazione “Cos’è, oggi”. I premi speciali sono andati alla poetessa Maria Beatrice Monceri di Potenza Picena, con la poesia “La clessidra riversa”, al poeta Roberto Ragazzi di Trecenta ( Rovigo) con “Io vivrò” e al poeta Tiberio La Rocca di Subiaco (Rovigo) con la poesia “Non restare nell’ombra”.
Durante lo spettacolo gli spettatori hanno assistito estasiati alle performance teatrali della direttrice artistica Fabiana Vivani, che ha interpretato il canto V dell’Inferno dantesco e canzoni di Franco Battiato, accompagnata dall’ eccelsa violoncellista Elena Antongirolami. Questa la riflessione, al termine dello spettacolo, di Fabiana Vivani. «Desidero e necessito ringraziare il presidente David Bevilacqua e tutto il direttivo del centro culturale “Monsignor Raffaele Vita” per la stima, il ruolo che mi hanno assegnato. Corridonia ha questa meravigliosa realtà, costituita da persone colte che possiedono cuori e menti intrisi di sensibilità ed umanità. Approfitto anche ad esprimere la mia gratitudine della partecipazione all’evento della violoncellista Elena Antongirolami, Benedetta Grassetti per aver interpretato i versi dei poeti assenti e del talentuoso fotografo Francesco Camilli Meletani nostri concittadini, sottolineando dunque che è fondamentale valorizzare i propri talenti territoriali. Un applauso va anche alla giovanissima e bravissima Beatrice Ciocci».
(foto di Francesco Camilli Meletani)












Ecco, un evento come questo non fa perdere la speranza di potercela fare contro le spinte mondiali anti-umanità e anti-natura.
Il Comune ha dato il patrocinio, il Centro Culturale Raffaele Vita si è dimostrato all’altezza della fiducia che da anni gli viene accordata dalle Istituzioni e dalla popolazione, la regista Fabiana Vivani ha dimostrato di essere una nostra costante eccellenza, ormai lanciata oltre i confini comunali e provinciali, abbiamo in città pure una violoncellista di talento e di fotogenia come Elena Antongirolami… Che vuoi di più?
Nulla di dire sull’argomento “Poesia”, la più difficile, e spesso incompresa, delle Arti, sperando che il musicista Francesco Frank Ricci si trovi d’accordo con questa mia affermazione…
Ultima annotazione: un successo di pubblico, quasi un risveglio dalla pandemia…
Unico assente lo scrivente, giustamente autoesclusosi per mancanza di “green pass”, ormai d’obbligo per gli assembramenti al chiuso.
PS – non mi vaccino per paura di lasciarci la pelle…
Ebbene, sì, ho paura di un nemico che non vedo: sta a voi decidere quale.