No all’impianto fotovoltaico
«Celarsi dietro ambiente e paesaggio
è egoismo verso le nuove generazioni»

LA REPLICA di Matteo Riccieri, amministratore delegato della Viridis Energia al presidente della Provincia Antonio Pettinari. La sua società ha richiesto l'autorizzazione, poi negata, a Piedicolle di Corridonia
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Matteo Riccieri: «Il nuovo impianto va a cingere su 3 lati e senza soluzione di continuità un impianto già esistente da circa 10 anni mentre l’elettrodotto (il solo a lambire la zona dell’Abbadia di Fiastra) è interrato»

 

La Provincia di Macerata decide di non rilasciare l’Autorizzazione per un impianto fotovoltaico in località Piedicolle a Corridonia. Matteo Riccieri, amministratore delegato della Viridis Energia, società che aveva richiesto l’autorizzazione spiega le sue motivazioni e replica all’intervento del presidente della provincia Antonio. Pettinari. Il suo intervento lo vede in veste di amministratore ma anche di cittadino. «Nella prima veste  – scrive – mi preme dare una rappresentazione corretta del progetto e sottolineare che l’impianto va a cingere su 3 lati e senza soluzione di continuità un impianto già esistente da circa 10 anni mentre l’elettrodotto (il solo a lambire la zona dell’Abbadia di Fiastra) è interrato, peraltro in adiacenza ad un cavo Enel Distribuzione già presente e funzionante.

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Matteo Riccieri

La domanda che sorge spontanea riguarda proprio la posizione della Provincia secondo cui “il fotovoltaico è una risorsa importante ma va realizzato senza compromettere l’ambiente e il paesaggio”. Partiamo dall’ambiente, un concetto che ha una portata talmente ampia che è difficile da circoscrivere in un articolo di giornale. Ma questo “Ambiente” tante volte scomodato non è forse l’aria, l’acqua e la terra che ci circonda? Se è così, allora non comprendo come una fonte rinnovabile quale il fotovoltaico possa ledere il nostro ambiente quando produce energia pulita senza alcun tipo di emissione in aria, senza modificare il profilo dei terreni e il decorso delle acque di pioggia, senza rumori o elementi in movimento, garantendo peraltro il mantenimento della flora e della fauna locale, se non la crescita e lo sviluppo delle stesse all’interno degli stessi impianti. Perché non citare anche la completa reversibilità, se mai un giorno li vorremo smontare questi impianti. Parliamo di paesaggio. Nel grave disordine dei portali cartografici pubblici, di cui ovviamente non può rispondere la Provincia trattandosi di un tema di portata nazionale, mi sono più volte chiesto da dove debba partire l’Azienda che rappresento nella ricerca di nuovi siti. La risposta è sempre stata quella di dare priorità all’ampliamento degli impianti esistenti perché rappresentano luoghi dove l’attività antropica è già presente, proprio come il fatto di specie, dove il nuovo impianto cinge un impianto funzionante da più di dieci anni. Al contrario, si rischierebbe una proliferazione di impianti sparsi qua e là, generando nel viandante la sensazione che ci sia un impianto ogni cento metri. Da questo concetto di “concentramento” che l’iniziativa de quo andrebbe sostenuta, proprio perché lo stesso passante non percepirebbe nemmeno l’ampliamento dell’impianto esistente».

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L’impianto già esistente

Continua poi Riccieri: «È, invece, in qualità di cittadino che mi sorprendo, a volte inorridisco e, sempre più spesso, ho la sensazione di non essere rappresentato adeguatamente in termini “strategici”. Celarsi dietro l’ambiente e il paesaggio mi sembra un atto di estremo egoismo verso le generazioni future, o forse, anche per la nostra visti i trend attuali. Di fronte ai fatti di cronaca circa gli eventi estremi che stiamo osservando ormai nel cortile di casa nostra, basti menzionare la recente alluvione in Germania, le esondazioni ricorrenti dei corsi d’acqua, l’ultimo a Como, le temperature record di Siracusa di qualche giorno fa, ritengo da incoscienti non mettere il tema climatico e le relative soluzioni in cima alle nostre priorità. Lei potrà pensare che non sia la provincia di Macerata a dover risolvere un problema globale ma con tali decisioni si alimenta il problema perché ognuno deve fare la propria parte. Non ci sono più incentivi pubblici a sostenere il fotovoltaico che è in diretta concorrenza con le fonti fossili e dove ogni nuovo kWh che potrà essere prodotto da quell’impianto andrà ad eliminare un vecchio kWh prodotto da gas, petrolio o carbone. Questa è la transizione energetica. Ce lo chiede l’Ambiente, ce lo chiede il Paesaggio, ma sono abbastanza sicuro che lo chiedano tutti i cittadini correttamente informati».

 

Incompatibilità ambientale, no all’impianto fotovoltaico in località Piedicolle



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