Crisi Boost, chiesto il concordato
in continuità aziendale
«Se sarà accettato si ripartirà dopo le ferie»

TOLENTINO - L'azienda ha presentato la richiesta al Tribunale di Bergamo, Alessandro Gay della Cisl: «Tutto ciò che spetta ai lavoratori dovrà esser pagato puntualmente come pure dovrà essere rispettato il programma di produzione che ha delle scadenze»
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Uno degli scioperi organizzato dai lavoratori Boost

 

di Francesca Marsili

Il Gruppo Boost ha ufficialmente dichiarato che in data 6 agosto è stata depositata al Tribunale di Bergamo una richiesta di accesso a procedura concorsuale in continuità aziendale come previsto dalla norma. E’ questo l’esito dell’incontro avvenuto venerdì scorso con la proprietà. Questa mattina in un’assemblea video Slc- Cgil Macerata, Fistel- Cisl Marche e le Rsu aziendali presenti all’incontro della scorsa settimana hanno illustrato ai lavoratori e alle lavoratrici dello stabilimento di Tolentino lo scenario che va delineandosi a seguito della scelta dell’azienda bergamasca conseguente la grave crisi finanziaria che l’ ha investita. «Se la richiesta verrà accettata dal Tribunale di Bergamo si prevede di ripartire dopo le ferie – spiega Alessandro Gay segretario generale Fistel Cisl Marche – per quanto riguarda gli stipendi di luglio e i primi cinque giorni di agosto non andranno persi, finiranno nel concordato, verranno pagati ma con delle tempistiche non immediate, elemento di non poco conto perché ci sono situazioni in cui moglie e marito lavorano alla Boost e sono senza stipendio. Sempre nel caso in cui il Tribunale approverà la richiesta inoltrata dalla società – prosegue il sindacalista – tutto ciò che spetta ai lavoratori dovrà esser pagato puntualmente come pure dovrà essere rispettato il programma di produzione che ha delle scadenze». Per i cento lavoratori dello stabilimento ex Nazareno Gabrielli di Tolentino a cui si aggiungono altri ottocento degli stabilimenti di Cenate Sotto(Bg) e San Paolo d’Argon (Bg), dopo mesi di incertezza si prospetta l’inizio di un nuovo percorso che prova a tirare una linea con il recente passato che li ha portati ad incrociare le braccia in tre giornate di sciopero dopo i ritardi nel pagamento degli stipendi di giugno arrivato solo la scorsa settimana. «I lavoratori da una parte hanno tirato un sospiro di sollievo perché si è concluso un periodo di incertezza che punta a ripartire – conclude Gay – se il Tribunale non dovesse accettare si va verso il fallimento esattamente ciò a cui si andrebbe incontro le la società non dovesse rispettare il piano». Il concordato in continuità aziendale prevede appunto che l’attività prosegua e, nello specifico, che la Boost si impegni a presentare un piano concordatario in cui la società nata nel 2018 dall’unione di Lediberg e Arti Grafiche Johnson continuerà a realizzare agende, diari e taccuini. «I lavoratori e le lavoratrici sono rimasti spiacevolmente spiazzati perché per il pagamento della mensilità di luglio e dei primi giorni di agosto non si ha una data certa come pure per le quote del Tfr dei lavoratori andati in prepensionamento che non hanno ricevuto nulla e non hanno ancora la pensione – fa sapere Francesca Biagetti, rsu aziendale Cisl che resta scettica anche riguardo l’ipotesi di una ripartenza prevista subito dopo le ferie – siamo stati sempre fermi, i magazzini sono vuoti e non ci sono materiali, lo spero – aggiunge – ma la vedo dura». Sia le sigle sindacali che le rsu aziendali si erano attivate anche verso i Comuni dove insistono le residenze dei dipendenti dello stabilimento Boost di Tolentino inoltrando un’istanza per un sostegno al reddito attraverso l’erogazione di buoni spesa. «Siamo ancora in attesa che alcuni Comuni rispondano – esortano congiuntamente – alcuni lo hanno già fatto. Sarebbe un aiuto concreto a supporto delle difficoltà che stanno attraversando le famiglie dei lavoratori».

 

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