«Partita a carte finisce in rapina»
Condannato un 45enne
SARNANO - La sentenza al tribunale di Macerata. Il giudice ha deciso per tre anni e 6 mesi. L'imputato è stato assolto dall'accusa di tentata estorsione

Foto d’archivio
Una partita a carte tra amici sfocia in rapina: condannato a tre anni e 6 mesi un 45enne. Così ha deciso ieri il giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata.
A finire sotto accusa per rapina, lesioni personali e tentata estorsione Michele Cardinali, residente a Sarnano.
Il giudice, dopo un processo durato circa un anno, lo ha assolto dalla contestazione di tentata estorsione e lo ha condannato per la rapina e le lesioni. Il pm Francesca D’Arienzo aveva chiesto la condanna dell’imputato a 5 anni e 10 mesi.
I fatti risalgono all’8 gennaio 2024 quando a Sarnano alcuni amici si sono ritrovati a casa di uno di loro per giocare.
Durante la partita a carte, secondo l’accusa, il 45enne avrebbe detto a uno degli amici, un 52enne del Fermano, che gli doveva duemila euro.
Denaro che, dice l’accusa, avrebbe preteso ma senza motivo. Per ottenere i soldi avrebbe minacciato l’altro facendo pure riferimento alla sua famiglia. Da qui la contestazione di tentata estorsione, da cui è stato assolto.

L’avvocato Franco Ceregioli
Il 45enne ad un certo punto avrebbe preso il portafoglio all’amico in cui c’erano mille euro. Quando l’altro ha provato a riprendere il portafoglio il 45enne lo avrebbe colpito con due violenti schiaffi.
L’uomo era poi andato in pronto soccorso e la prognosi alla fine era stata di 30 giorni. Sul posto erano intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Tolentino. I militari del Norm e i colleghi di Sarnano hanno subito iniziato le indagini e identificato tutti i presenti.
L’imputato è difeso dagli avvocati Gianni Antonelli e Franco Ceregioli. Il 52enne si è costituito parte civile ed è tutelato dall’avvocato Francesco Conti. Dopo la sentenza, l’avvocato Franco Ceregioli ha commentato: «Faremo certamente appello, siamo certi di poter portare le nostre ragioni. Non c’è la rapina, al limite esercizio arbitrario delle proprie ragioni».
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