Un’altra settimana in zona arancione
«Le condizioni stanno migliorando»
LA COMUNICAZIONE del governatore Francesco Acquaroli, le Marche restano nella classe di rischio intermedia: «Sicuramente non potremo tornare in zona gialla perché in questo momento non è consentita. Raccomando a tutti di fare sempre la massima attenzione»

Il governatore Francesco Acquaroli
Un’altra settimana in zona arancione. Lo ha comunicato pochi minuti fa il governatore Francesco Acquaroli, dopo la consueta riunione della cabina di regia Stato-Regione. La decisione per la nostra regione era praticamente scontata, ora però è arrivata la conferma. «Vi comunico – ha scritto il governatore – che anche la prossima settimana le Marche saranno in zona arancione. Le condizioni nella nostra regione stanno migliorando, ma sicuramente non potremo tornare in zona gialla perché in questo momento non è consentita dalla normativa nazionale. Raccomando a tutti di fare sempre la massima attenzione, perché dobbiamo mantenerci nelle condizioni che ci permetteranno le riaperture non appena saranno consentite e che auspichiamo possano avvenire quanto prima».










non possiamo tornare in giallo xche’ la gente continua a morire e i contagi sono ancora molti. Non perche’ non lo consente la normativa nazionale. Sempre nascosto dietro un dito. Due giorni fa ha dichiarato che molti comuni sono in situazione critica e non escludeva provvedimenti restrittivi.
Asilo Ricci o metodo Montessori?
Le previsioni circa la pandemia sono attendibili quanto quelle della borsa e meno di quelle meteorologiche.
Da quanto è presidente si è sempre speso moltissimo tra le riaperture e le chiusure in un andirivieni che ha sempre fatto finta di non capire. Sempre in bilico tra colori lontani dal “ nero “ appare spesso confuso da una scala cromatica che non gli appartiene e va assolutamente cambiata con un “ bianco” seppur opaco ma ampiamente giustificato dal CCC come quello recentemente adottato in Sardegna. Più volte con argomenti struggenti è soccombuto (participio passato poco o nulla usato) e si è trovato nella posizione di soccombente alle ragion di stato. Comunque sempre coerente con i più o meno amici di posizione, Lega e Forzisti con cui divide questa smania all’apertura. Già stanno stabilendo le date di inaugurazione per tutte le attività dopo che il loro giudizio medico espresso spesso dalla Meloni e confermato dal Prof. Salvini emerito gastroenterologo e dietista hanno stabilito che il virus non si cura isolandolo ma abituandolo a conviviali ed affollatissime riunioni. Dopo aver chiarito l’assoluta mancanza di competenza e del precedente governo e del presente che più o meno sempre quello fa e averli bocciati ambedue, il CCC (Comitato Coatto Covid) che non si riunisce mai ma gli aderenti all’importante collegio riescono, forse telepaticamente, a tenersi in contatto e a diramare gli stessi scientifici risultati a cui pervengono. Seppur privati e giustamente di qualsiasi decisione, sono comunque liberi di dar fiato ai tromboni le cui note arrivate al nostro presidente vengono a volte cambiate e nella nuova partitura veniamo travolti dalle stucchevoli lacrime e immenso dispiacere per tutti coloro che cercano in lui quella libertà che per natura politica mai e poi mai te la potresti aspettare da loro vista quella leggera inclinazione al dispotismo per cui quanto c’era Lui anche i treni che partivano in ritardo riuscivano ad arrivare in perfetto orario.
Sinceramente non capisco perché prima di fare certi commenti non ci si informa a dovere.
Basta andare su:
https://www.bing.com/search?q=dati+coronavirus+italia&form=QBLH&sp=-1&pq=dati+coronavirus+italia&sc=8-23&qs=n&sk=&cvid=0EB9C6CF8A9B49F5ADDF9C42E63B0A02
e al posto di Italia (in alto a sinistra) mettere una regione o altre nazioni e possiamo avere i diagammi che ci interessano.
Scrivendo Marche, possiamo vedere le curve del contagio e dei morti, su quest’ultimo il diagramma mette in evidenza che negli ultimi giorni la mortalità attribuita al covid si è azzerata.
Come sta succedndo in Svezia e Svizzera che non hanno mai sottoposto i loro cittadini ad assurde restrizioni e all’obbligatorietà ai vaccini.
Detto ciò, ben vengano le cure domiciliari.