Il meglio dell’Appennino in una App
«Scaricata più di 3mila volte,
c’è voglia di trekking e bike»
MONTAGNE - Francesco Fantini è il coordinatore dell'iniziativa sostenuta dalla Fondazione Merloni e da Vodafone: «Lo scopo è illustrare la paesaggistica, la storia, le abbazie, le zone colpite dal recente sisma e promuovere il territorio»

Rocca di Calascio
di Iralba Murati
“Best off the Apps Apennines Discovery” è il nome del progetto che mette in luce gli Appennini e valorizza quattro diverse regioni: Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio. La fondazione Aristide Merloni, con sede a Fabriano, ha ideato il progetto e l’ iniziativa è presentata dal coordinatore Francesco Fantini, messa in atto per aiutare un’ ecosistema che dispone di enormi tesori naturali e luoghi maestosi comprendenti strutture architettoniche ben curate come abbazie e santuari: «Gli Appennini hanno molto da offrire abbiamo pensato di creare un’App per renderli una meta plausibile per tutti», afferma Fantini.
Per la realizzazione del progetto è stata ideata un’applicazione che nell’ultimo periodo ha riscosso un forte incremento di download, arrivando a quota 3mila, a causa della voglia di riscoprire il territorio che le persone hanno acquisito nel periodo di limitazioni e la crescita del desiderio di praticare trekking e bike. L’App mette a disposizione in base alle esigenze personali diversi tipi di itinerari, collegata ad una landing page che permette di scoprire ed esplorare i luoghi più belli dell’Appennino attraverso mappe Gps fruibili anche offline, in modo completamente gratuito e si scarica su qualsiasi dispositivo.
Le quattro regioni italiane vengono prese in considerazione e messe in risalto per i magnifici territori naturali di cui dispongono, a supportare e promuovere il progetto sono la fondazione Aristide Merloni e la Fondazione Vodafone Italia.

App Apennines discovery
«Lo scopo dell’ applicazione – aggiunge Fratini – è di illustrare la paesaggistica la storia, le abbazie, le zone colpite dal recente sisma le quali devono essere aiutate e riprendersi, la promozione del territorio ha ruolo fondamentale dando comunque modo a chi pratica trekking, bike o semplicemente a chi ha voglia di fare un escursione di compiere un percorso soddisfacente».
Per riuscire a guidare al meglio il progetto alla base regna la voglia di ripartire e rinascere attraverso itinerari immersi nella natura, riscoperte sono inoltre le varie tradizioni gastronomiche ed il settore alberghiero assume un’ importanza primaria. La bellezza del territorio, le nuove aspettative di lavoro e le nuove ambizioni per il futuro coordinano il progetto.
«L’applicazione – continua Fratini – tiene conto di diversi fattori, è legata non solo al territorio da scoprire ma anche alla difficoltà che una persona è disposta ad intraprendere, ovvero la durata e la lunghezza del tragitto. Sono stati scelti itinerari più impegnativi come anche più tranquilli e semplici, per dare modo a tutti di trovare il percorso più adeguato».
L’applicazione dispone di diverse sezioni e le persone nel momento in cui scelgono l’ itinerario vengono facilitate dal fatto che in base alla regione di riferimento, vengono proposti sentieri specifici. L’App inoltre è ideata come mezzo di supporto e consultazione per appassionati di bike e trekking che vogliono conoscere qualcosa in più su luoghi naturalistici, siti storici e archeologici, flora e fauna e luoghi di spirito. Una raccomandazione fondamentale ai visitatori è quella di non danneggiare strutture e aree protette naturali.

Eremo di Serrasanta
L’idea prevede che le persone immerse nella natura riescano a compiere anche un viaggio di riscoperta personale attraverso percorsi in solitaria o di rafforzamento di legami umani grazie a percorsi pianificati da poter intraprendere con amici o parenti. «Lungo il percorso sono indicati anche i punti di ristoro e di alloggio, è rivolta anche una particolare attenzione verso i produttori del territorio come ad esempio le aziende agricole a cui è dedicato un altro progetto ovvero “Best of the Apps local food”, riguardo cibo, vino, olio», conclude Fantini.

Eremo Santa Maria di Val di Sasso
Io l’ho scaricata quest’app.