La Castelsantangelo del futuro
«autentica ma non identica»
e «dall’anima giapponese»

PRESENTATI i Piani attuativi per la ricostruzione che dovrebbero essere approvati dal commissario Legnini entro Pasqua. Il gruppo Mate di Stefano Boeri ha assegnato a ogni frazione una vocazione specifica, con grande attenzione alla sicurezza degli edifici. Il sindaco Falcucci: «Aspettiamo il rientro nei nostri borghi di persone che lasciano le metropoli per venire qui»
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Il progetto per ogni frazione di Castelsantangelo

di Monia Orazi

Droni in volo sui palazzi distrutti, rilevazioni satellitari per valutare le zone in frana: sono stati usati tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per preparare il piano attuativo di ricostruzione di Castelsantangelo sul Nera, presentato questa mattina in diretta streaming. Via libera alla ricostruzione anche delle zone in frana, come Vallinfante, Rapegna e Macchie, grazie alla soluzione dei “terrazzamenti urbani” messa a punto dai tanti progettisti che si sono uniti per redigere lo strumento urbanistico, coordinato dal gruppo Mate dell’architetto Stefano Boeri, che non si è potuto collegare per problemi di salute.

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A sinistra Mauro Falcucci

Contiene la visione della Castelsantangelo che sarà , “autentica ma non identica”, con ciascuna frazione ad avere un ruolo diverso, il cammino del Nera lungo il fiume, l’arretramento di alcuni edifici per garantire spazi pubblici più ampi e vie di fuga, la ricostruzione di edifici “dall’anima giapponese” come li ha definiti l’architetto Francesco Nigro, intendendo la volontà di ricostruirli dando priorità alla sicurezza. Sono previsti 20 milioni di euro per inserire infrastrutture telematiche che consentiranno di vivere ed avere servizi da remoto.

Entusiasta il sindaco Mauro Falcucci: «Abbiamo raggiunto un traguardo storico, non avrei mai immaginato che questo piccolo comune avrebbe avuto l’opportunità di avere pianificatori di livello internazionale, la macchina è pronta, speriamo sia giusta, resistente e che possa fare tanta strada. Chiediamo, insieme ai cittadini un intervento innovativo, vogliamo trovare un interlocutore unico per ricostruzione, una sinergia tra pubblico e privato. Aspettiamo il rientro nei nostri borghi, come anticipato dall’architetto Boeri, di persone che lasciano le metropoli per arrivare nei territori, servono reti informatiche, un provvedimento del tipo “resto in montagna”».

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Raffaele Gerometta

L’architetto Raffaele Gerometta ha descritto la complessità del percorso seguito: «Dopo la ricostruzione non è scontato che le comunità tornino nel territorio, il Friuli stesso ha dovuto affrontare l’abbandono del territorio, dopo la ricostruzione fisica, quella delle comunità». E’ sceso nel dettaglio dei contenuti, l’architetto Francesco Nigro, sottolineando come la sicurezza sia la condizione primaria per tornare a vivere a Castelsantangelo. Nel piano, che sarà approvato da Legnini probabilmente entro Pasqua, dopo il periodo delle osservazioni, sono inserite le linee guida per gli aggregati, le prescrizioni per la ricostruzione, l’abaco dei materiali da usare, la rimodulazione degli spazi pubblici e la cantierizzazione, approfondimenti che hanno permesso di inserire nel piano anche quelle frazioni interessate da frane, per cui c’era il dubbio se fosse possibile ricostruire.

Ha detto Nigro: «Per ricostruire gli aggregati ci siamo basati sul claim “autentico ma non identico”, per una ricostruzione che risponde all’aspetto originale funzionale, ma che al tempo stesso guarda al futuro, è importante il coraggio delle fasi successive di progettazione di seguire queste indicazioni, per integrare funzioni diverse dalla residenza, c’è un tema di riconfigurazione degli spazi interni, ricombinando le relative funzioni. Il proprietario tende a mantenere quello che aveva, serve invece un passo coraggioso, un’anima giapponese degli edifici, perseguendo l’idea che si guadagni da questa ricostruzione dell’aspetto urbano e nella ricostruzione dello spazio come valore aggiunto».

Nigro ha poi illustrato tre modelli per effettuare i lavori di riparazione di Castelsantangelo: «Un general contractor che affronta singoli nuclei o intere frazioni, un approccio con tempi più veloci e una serie di benefici, richiede organizzazione e coordinamento a monte, seconda una soluzione mista con il Comune che si occupa di tutta la parte pubblica ed un soggetto unitario per ricostruzione privata. La terza è la soluzione tradizionale delle opere pubbliche affidate al Comune ed ogni aggregato opera la sua ricostruzione privata, una modalità che richiede più tempo e mette in dubbio sulla qualità degli esiti e le difficoltà di coordinamento, di tanti piccoli cantieri in contemporanea».

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Alberto Prestinizi

Il professor Alberto Prestinizi ha illustrato il rischio sismico e quello derivante da calamità naturali: «Abbiamo operato secondo due paradigmi: non introdurre incertezze che ritardassero l’avvio della ricostruzione, offrendo massima garanzia di sicurezza con i terrazzamenti, ad esempio per Macchie, oltre alla grande vulnerabilità degli edifici, un ruolo importante ha la zona in cui sono posizionati gli edifici». E’ toccato poi alle autorità locali, intervenire per un saluto. A nome del Parco dei Sibillini il presidente professor Andrea Spaterna ha sottolineato la volontà di collaborare alla rigenerazione del tessuto economico e sociale. L’ingegnere Stefano Babini, capo dell’ufficio speciale ricostruzione Marche ha affermato quanto sia importante un risultato come quello ottenuto da Castelsantangelo, rilanciando la volontà di collaborare con il territorio.

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Guido Castelli

L’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli ha definito Castelsantangelo un modello per la ricostruzione: «Si dice che la ricostruzione del 2016 può essere un modello, il laboratorio Castelsantangelo fornisce spunti importanti, con un mix di competenze e capacità di ascolto per concertare le fragilità. Ci si arricchisce dell’imprinting che Legnini ha dato di assistenza della comunità colpita dal sisma. Ringrazio i pianificatori che hanno ispirato la condotta a rigore professionale, per prefigurare la conduzione della ricostruzione proiettata in una ricostruzione pluriennale. Ci saranno altri terremoti, creare condizioni per danni limitati, il convitato di pietra di ogni nostra azione, è quello che nei prossimi anni zone saranno prive della componente umana. Non si deve interrompere il flusso vitale della ricostruzione, seguendo il riuscitissimo claim non riproporre l’identico ma l’autentico, espressione che ha funzionato molto, andare alla ricerca dell’autenticità, la ricostruzione frutto della confluenza tra affluenti».

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Giovanni Legnini

A tirare le fila, è stato il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini: «E’ un momento che segna un passaggio storico, la ricostruzione è congiunzione tra passato e futuro, da affrontare o con approccio risarcitorio di ciò che il sisma ha tolto ed è necessario, ma si deve guardare in avanti e questo piano attuativo assolve a questa funzione. Siamo a qualche livello definitorio che tocca l’apice della fantasia e di un approccio rivolto al futuro sull’anima giapponese degli edifici, l’abaco dei materiali. Abbiamo creato un gruppo di lavoro con la conferenza episcopale, ringrazio l’arcivescovo Massara, stiamo creando l’abaco delle buone prassi, per la ricostruzione delle chiese e beni culturali. Sono a favore di sotto servizi di qualità che prefigurano smart city, ma difficilmente si potrà fare in tutti i borghi, c’è un problema di compatibilità economica. Un’altra sfida sarà quella della ricostruzione unitaria, nel 2009 si è provato senza riuscirci, a sperimentare la strada della ricostruzione pubblica. La macchina ha bisogno di una strada, abbiamo cercato di realizzarne una efficiente, il carburante è la risorsa finanziaria ad oggi disponibile. Ricostruire tardi e male è una sconfitta. Progettisti attivatevi per cogliere la sfida, siamo pronti, le procedure ci sono. Tra qualche giorno avremo le linee guida sul Superbonus, non c’è mai stata dotazione finanziaria così importante per ricostruzione dal dopoguerra ad oggi, di cui oggi disponiamo».

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Andrea Spaterna

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