Dai mutui dei Comuni
alle misure per le imprese,
«interventi da inserire nel Milleproroghe»

SISMA - Il deputato Mario Morgoni è tra i firmatari di un ordine del giorno che chiede rinvii non presenti nel testo: «Non prorogare il credito d’imposta per le aziende del cratere proprio ora sarebbe una vera beffa»
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Mario Morgoni

 

Sono diverse le proroghe per i comuni del cratere sismico che, secondo il Pd, mancano all’appello nel decreto Milleproroghe. Tra i firmatari dell’ordine del giorno anche il deputato marchigiano Mario Morgoni. I dem chiedono in particolare le seguenti proroghe: «la proroga di un triennio il pagamento delle rate dei mutui contratti con Cdp e Mef dai Comuni dell’area cratere; la proroga al 31 dicembre 2021 anche il periodo di sospensione degli adempimenti finanziari, contabili e certificativi previsti dal Tuel a carico degli enti locali colpiti dal sisma; la proroga dell’estensione fino al 31 dicembre 2021 del credito d’imposta per gli investimenti nelle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici; la proroga della misura a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno denominata “Resto al Sud”, prevista anche ai territori dei comuni delle regioni Lazio, Marche e Umbria colpiti dal sisma, ricompresi negli allegati 1, 2, e 2-bis del D.L. 189/2016, e ai comuni, ricompresi nei medesimi allegati, che presentano una percentuale superiore al 50 percento di edifici dichiarati inagibili», si legge nell’odg.

Mario Morgoni sottolinea: «E’ necessario , per quanto riguarda gli oneri dei mutui dei Comuni, rilevare che del tutto legittimamente per altri eventi sismici precedenti quello del centro Italia (sisma Emilia Romagna 2012) sono state disposte proroghe fino al 31 dicembre 2022. A maggior ragione il governo deve intervenire tempestivamente anche per sanare tale ingiusta penalizzazione. Per quanto riguarda il credito d’imposta per le imprese del cratere del centro Italia , una mancata proroga di questo strumento proprio nel momento in cui si possono concretizzare le condizioni per un rilancio delle attività economiche delle zone colpite rischia di apparire una vera beffa per chi non si arrende al declino economico di un territorio di grande pregio».

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