Assegnazione delle case popolari,
proposta di legge firmata Lega

NEL TESTO presentato in Regione si rivedono i criteri e le percentuali destinate a determinate categorie: «Tra le cause di decadenza prevediamo la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare»
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Alcune case popolari a Macerata

 

Depositata oggi dalla Lega la proposta di legge per modificare la normativa regionale che disciplina l’assegnazione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Lo annunciano il commissario regionale Riccardo Marchetti, il consigliere regionale Andrea Maria Antonini, primo firmatario e presidente della 3a Commissione Ambiente e il presidente del gruppo consiliare regionale Renzo Marinelli.

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Renzo Marinelli

«Modificare la normativa regionale che regola l’assegnazione delle case popolari era tra i principali obiettivi programmatici e nel titolo della Pdl è insita la finalità dell’azione Lega: dare risposte improntate ad una visione di prospettiva che non solo all’esistente – dichiarano i leghisti -. Per questo tra i requisiti per entrare nelle graduatorie di assegnazione abbiamo inserito per il richiedente quello di residenza da almeno due anni nel comune che emana il bando e da cinque anni nelle Marche. Vogliamo sostenere progetti di vita di fronte al disagio economico-sociale che incombe più pesante all’orizzonte post-pandemia, riqualificare centri storici e periferie in un’ottica di ricostituzione di quelle relazioni di comunità che si traducono in tessuto sociale fertile per la crescita armonica degli individui. A questo proposito teniamo particolarmente sottolineare – evidenziano Marchetti, Antonini e Marinelli – che tra le cause di decadenza dell’assegnazione prevediamo la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare».

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Da destra Riccardo Marchetti e Andrea Maria Antonini

La Pdl prevede una quota pari all’8% degli alloggi disponibili riservata ai nuclei familiari composti da soggetti che non abbiano compiuto il 35esimo anno di età alla data di pubblicazione del bando e una medesima quota ai nuclei familiari monoparentali, con uno o più figli a carico. Innalzata dal 25 al 30% la percentuale per l’eventuale riserva annuale di alloggi da assegnare a categorie speciali.

«Non manca l’attenzione alla legalità fatta di tutela, presidio e supporto alle famiglie di chi li esercita – concludono il commissario Marchetti ed i consiglieri leghisti – Il 10% degli alloggi disponibili sarà riservato agli appartenenti alle forze dell’ordine, al corpo nazionale dei vigili del fuoco che prestano servizio in regione. Inoltre, chiunque faccia richiesta di accedere agli alloggi non dovrà aver riportato, negli ultimi dieci anni, una condanna per delitti non colposi per i quali la legge prevede una pena detentiva non inferiore nel massimo edittale a due anni».



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