Guasto ai ripetitori: Sefro e Fiuminata
senza linea telefonica per 48 ore,
Tapanelli minaccia di riconsegnare la fascia

LA RABBIA dei sindaci dopo i disagi di questi giorni. Le raffiche di vento domenica hanno abbattuto dei tralicci Enel, facendo saltare la corrente al ripetitore di Colle Corno e privando così la zona (compresa una parte del comune di Pioraco) di segnale tv e telefonia mobile

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I sindaci Vincenzo Felicioli e Pietro Tapanelli questa sera durante la conferenza via web

 

di Monia Orazi 

Da domenica alle 14 sino ad oggi intorno alle 18 una vasta parte dei territori comunali di Sefro e Fiuminata ed in parte di quello di Pioraco, è stato impossibile fare chiamate con il cellulare, vedere la televisione o semplicemente collegarsi ad internet per dare un esame, come è successo ad uno studente universitario di Fiuminata, o partecipare a riunioni on line, che in questo periodo sono il pane quotidiano per tanti professionisti ed attività in periodo di pandemia. Anziani che vivono soli sono rimasti isolati e la caserma dei carabinieri è diventata un punto per raccogliere segnalazioni di emergenza, raggiungibile grazie alla linea fissa. Cittadini imbestialiti hanno riempito i social di commenti di protesta, qualcuno ha avanzato l’ipotesi di fare una raccolta firme, per non pagare più il canone Rai, visti i problemi ricorrenti.

La causa sono state le fortissime raffiche di vento e la pioggia caduta domenica scorsa, che hanno abbattuto dei tralicci Enel, facendo saltare la corrente al ripetitore di Colle Corno, zona impervia a novecento metri di altezza, al confine tra Fiuminata e Sefro, raggiungibile con una strada in pendenza del 30 per cento, su cui da molti anni non si mette mano, che ogni volta che il meteo non è dei migliori, salta, privando la zona di segnale tv e telefonia mobile. Senza corrente il ripetitore ha smesso di funzionare, tornando a farlo solo poco fa. I sindaci non sanno più a che santo votarsi, hanno scritto a tutti dal presidente della Repubblica Mattarella in giù, raccolgono solo la protesta dei loro amministrati ed hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto Flavio Ferdani.

«Questi disagi li abbiamo ereditati dai nostri predecessori, occorrono lavori di potenziamento ed ammodernamento dell’impianto di Colle Corno che è obsoleto. I problemi che ci vengono posti sono la poca utenza, che non si fanno investimenti, che non conviene – spiega Pietro Tapanelli sindaco di Sefro – è un discorso che non si può fare per il mobile ed il digitale terrestre che non è solo televisione, è un canale di servizi per tutta l’utenza, un apparecchio multimediale ed interattivo. La finanziaria del 2020 prevede dei fondi per la realizzazione e potenziamento di tralicci nelle zone a fallimento di mercato. Cerchiamo di tenere vivo il territorio, se ci tolgono il minimo indispensabile inutile starci, ci conviene portare la fascia in Prefettura. Se si vogliono rivitalizzare le aree interne i servizi devono starci. I servizi vanno garantiti. Inoltre si parla di smart working se non riesco a collegarmi, se il telefono non funziona se le connessioni internet non garantiscono i collegamenti, è impossibile».

Gli fa eco Vincenzo Felicioli, primo cittadino di Fiuminata: «Rai e gestori di telefonia mobile a Sefro e Fiuminata per lunghi periodi non funzionano e succede spesso. Oltre a ciò esiste il problema che i cittadini italiani vedono 12 canali Rai, noi qua invece ne vediamo tre, non è né costituzionalmente né eticamente corretto. Il canone lo paga il cittadino di Civitanova, di Macerata, ma anche quello di Sefro e Fiuminata. Appena insediati abbiamo tentato di portare a conoscenza di questi nostri problemi che accadono frequentemente le massime cariche dello Stato, abbiamo segnalato la situazione ai gestori, alla Rai ed al precedente prefetto Iolanda Rolli. Non abbiamo avuto nessun tipo di riscontro, nessuna notizia nemmeno dalla Procura. Solo perché mi sono impuntato, dopo dieci anni è stato aggiustato un cavo della telefonia fissa per la zona di Passo Cornello, Laverino e Poggio. Non si può lasciare la gente senza telefono in piena pandemia. Ci sentiamo abbandonati».

 


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