“La città dei vivi”,
Lagioia a “Parlare Futuro”

RASSEGNA - Il conduttore radiofonico e scrittore protagonista dell'appuntamento online patrocinato dal Comune di Montecosaro in programma venerdì dalle 21,15
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Nicola Lagioia

 

Parlare Futuro giunge al quinto appuntamento della stagione invernale, sempre inseguendo il suo fil rouge e interrogando ospiti protagonisti della riflessione sull‘attualità per provocare dibattito e riflessione su un tema assai scottante il: il futuro. Il tarlo che rode questa edizione è il motto evangelico “noli me tangere”, non mi toccare, che il Cristo risorto rivolge alla sorpresa Maddalena per impedirle di trattenerlo dal portare tramite il suo corpo martoriato dalla tortura e dalla morte la sua testimonianza di resurrezione alla sua comunità. Questo appuntamento vedrà protagonista il conduttore radiofonico e scrittore Nicola Lagioia che, venerdì 22 gennaio alle 21,15, racconterà in diretta sui canali Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCfKkol2_8Bq_5PeSYiS9Duw) e Facebook (https://www.facebook.com/ParlareFuturo.LezioniDAutore) della rassegna il suo punto di vista sul suo ultimo straordinario libro, La città dei vivi. Sul tema della kermesse, gli organizzatori precisano: «Parlare Futuro non avrebbe potuto scegliere una visione allegorica più cogente per definire la necessità irrinunciabile di dialogo che questo tempo martoriato da crisi economica, Covid, patto generazionale irrisolto, crisi identitaria dello stato e della politica, globalizzazione richiede. È troppo quello che la comunità deve chiarire con sé stessa per avere una nuova visione di sé e nessuno, nemmeno un personaggio così essenziale come la stigmatizzata e riaccolta Maddalena, può ritardare il dialogo salvifico che porterà la comunità a riconciliarsi con sé e con il mondo circostante, essa può solo esserne parte, prendendo decisioni che possono deviare la rotta errata che potrebbe portare la comunità all‘implosione». Sul protagonisti dell’appuntamento: «Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973 ed è sempre stato un intellettuale in grado di tagliare in profondità la realtà con la lama della sua scrittura. Dopo degli esordi letterari davvero sorprendenti con Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj nel 2001, Occidente per Principianti nel 2004c(Premio Scanno, Premio Bergamo e Premio Napoli) e Riportando tutto a casa del 2009 (Premio Vittorini, Premio Viareggio e Premio Volponi) è finalmente arrivato all’onore delle cronache vincendo il Premio Strega nel 2015 con il romanzo La Ferocia, dedicato all’analisi dei quattro figli di un imprenditore barese, i quali, ognuno a suo modo, raccontano la fame di amore, di emozioni e di ferocia di una generazione svilita.

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Oriana Salvucci

Dal 2010 ha messo a servizio della radio la sua capacità di analisi e visione del presente letterario nella rassegna letteraria Pagina3 su Radio Rai 3, e ha selezionato con lucida caparbietà i titoli della Collana Nichel per la casa editrice Minimum Fax, almeno fino al 2017, anno in cui comincia la sua brillante attività di direttore del Salone del Libro di Torino, che cura tutt’oggi. Dal 2013 ha prestato il suo occhio critico e ispirato al cinema, ed è stato tra i selezionatori della Mostra del Cinema di Venezia, del quale è infine diventato giurato nel 2020. Nel 2020 torna alla ribalta della letteratura e delle cronache con un complessissimo romanzo dal titolo La città dei vivi, in cui cerca di comprendere in pagine di densa scrittura cosa abbia spinto Marco Prati e Manuel Foffo ad uccidere in una notte di alcool e droga il giovane Luca Varani. Ma questo romanzo non si ferma alla sola narrazione tesa e interrogante di un evento di cronaca nera, ma si spinge più in là, cercando di comprendere come due giovani come tanti, fra famiglie invadenti, passatempi costosi e noia di vivere, siano giunti a voler annullare la vita di un altro giovane come loro senza un motivo scatenante. Nicola Lagioia sembra chiedersi in questo libro, e anche al pubblico di Parlare Futuro, cosa sia lo spirito dell’epoca presente, sempre più votato al nonsense e alla mancanza di contatto degli uomini con la realtà e degli uomini con la loro personale percezione di umanità. Cosa spinge i protagonisti del nostro tempo ad essere pronti a qualsiasi prevaricazione, alla stessa implosione della loro psiche, in nome di una sensazione forte che strappi la nebbia grigia di tutti i giorni e li rimetta in contatto con l’intensa potenza della vita? È possibile una riappacificazione? Quale sarà il suo costo umano? Questo e molti altri interrogativi saranno al centro dell’intervento di Nicola Lagioia a Parlare Futuro». Alice Romagnoli, addetta alla cultura del Comune di Montecosaro, ha così accolto il quinto appuntamento di Parlare Futuro nell’abbraccio virtuale della sua città: «Parlare Futuro è una rassegna che tiene insieme scrittura e dialogo, realtà ed evasione e lo fa attraverso linguaggi e parole che cambiano di volta in volta e ci permettono di ampliare lo sguardo sul nostro tempo e su quello che verrà. Questo venerdì parleremo con Nicola Lagioia del suo “La città dei vivi” in un confronto che toccherà luci e ombre dell’umano e per questa opportunità ringrazio, a nome di tutta l’amministrazione, Oriana Salvucci e gli altri organizzatori». Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito la personalità tagliente e analitica di Nicola Lagioia e raccontato con queste parole il significato della sua Città dei vivi per il fil rouge, Noli me tangere, della rassegna: «Un pugno allo stomaco, uno schiaffo in pieno viso è stato per me La città dei vivi di Nicola Lagioia. Avevo, a suo tempo, rimosso il fatto di cronaca. Già allora avevo avuto la sensazione che l’omicidio di Luca Varani ponesse un interrogativo a tutti noi, una domanda aperta sul nostro essere umani e sulle zone d’ombra che in qualche modo ci definiscono e ci appartengono. Allora non avevo avuto nè la voglia, nè il desiderio di avventurarmi in territori ignoti, avevo previsto un’avventura faticosa e dolorosa fuori e dentro di me. Ma il fatto mi si è riproposto sotto le mentite spoglie di un racconto, di un romanzo e non mi sono voluta sottrarre. Il caso Varani richiede uno sguardo nell’abisso, richiede la forza di metterci in discussione, di capire e conoscere territori troppo spesso inesplorati e che ci appartengono più di quanto pensiamo: Il male e la sua misura, il male e la sua facilità. Nicola Lagioia riesce con magistrale perizia a guidarci, anche contro la nostra volontà, alla conoscenza dentro e fuori di noi».



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