«Recovery fund, agricoltura al centro
del cambio di passo green»

AGRICOLTURA - Il presidente di Copagri Verrascina in vista del Consiglio dei ministri convocato per questa sera sul Piano Nazionale di Ripresa: «Paradossale che nell’ultima bozza si vadano a ridurre in maniera consistente i fondi destinati al settore primario, uno dei volani della potenziale ripartenza»
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Franco-Verrascina

Franco Verrascina, presidente Copagri

«Appare paradossale che nell’ultima bozza del Recovery Plan, accanto alla positiva e condivisibile previsione di stanziare quasi 70 miliardi di euro per la rivoluzione verde e la transizione ecologica del Paese e oltre 46 miliardi di euro per la digitalizzazione e l’innovazione, tematiche assolutamente rilevanti e non più rinviabili per il futuro dell’Italia, si vadano a ridurre in maniera consistente i fondi destinati al settore primario, che rappresenta a tutti gli effetti un innegabile motore propulsivo del tanto decantato cambio di passo green».

Lo afferma il presidente della Copagri, Franco Verrascina, in relazione al dibattito in corso sul Recovery Fund e in vista del Consiglio dei ministri, convocato per questa sera per l’esame del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Pnrr, che si articola in 6 missioni, che raggruppano 16 componenti funzionali a realizzare, secondo 47 linee di intervento, gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del governo.

«Ribadiamo che il settore agricolo può e deve giocare un ruolo determinante all’interno del Pnrr in ragione del grande contributo che può offrire al rilancio economico del Paese e al processo di transizione verde e digitale dell’intera economia. Contributo che questo straordinario segmento produttivo ha garantito con grande senso di responsabilità anche durante l’emergenza pandemica legata alla diffusione del Coronavirus e del quale non si non può non tenere conto» prosegue il presidente della Copagri.

«Chiediamo pertanto al Governo, a partire dalla riunione dell’esecutivo di questa sera, di rivedere i tagli al capitolo agricolo, inopinatamente operati tra la stesura di una bozza e l’altra, e di fare una scelta di responsabilità, così da non rischiare di andare a vanificare l’importante risultato sul Recovery Fund, raggiunto dopo mesi di lavoro e dopo una lunga maratona di trattative che hanno fatto sì che la quota maggiore di risorse venisse destinata al nostro Paese», aggiunge Verrascina.

«Vale la pena di ricordare, infatti, che l’agricoltura, al pari di altri settori, è stata sensibilmente colpita dagli effetti della crisi economica e sanitaria, pur se con modalità differenti tra le diverse filiere; ci appelliamo anche al Parlamento, affinché durante l’iter di approvazione del testo si adoperi per rivedere questi tagli attraverso misure correttive concordate derivanti dal confronto con le parti sociali» conclude il presidente, dando la massima disponibilità della Copagri a un nuovo confronto sugli interventi di spesa in favore del comparto primario.



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