Svolta l’autopsia di Francioni:
è morto per asfissia
RECANATI - Il 71enne, ex dipendente comunale, ha perso la vita lunedì in seguito al rogo della sua casa. L'esame autoptico ha confermato l'ipotesi che a ucciderlo fosse stato il fumo. Il medico legale si è preso 60 giorni per depositare i risultati in procura
È morto per asfissia Silvano Francioni, l’ex dipendente del comune di Recanati trovato senza vita nella sua abitazione dove lunedì si è scatenato un incendio. Questa mattina è stata fatta l’autopsia all’obitorio di Civitanova, l’esame è stato affidato al medico legale Mariano Cingolani. L’accertamento ha confermato quanto era emerso sin dai primi momenti: il 71enne è stato ucciso dal fumo che si è generato in seguito al rogo che ha devastato la sua abitazione di via Beato Placido 6. Il medico legale si è preso 60 giorni di tempo per depositare i risultati completi alla procura. Verrà svolto anche un accertamento tossicologico, anche questo curato da Cingolani. Proseguono invece gli accertamenti per stabilire come l’incendio si sia sviluppato all’interno dell’abitazione del 71enne.
L’ipotesi è che si possa essere trattato un corto circuito al pianoterra con il fumo che ha poi raggiunto il piano superiore dove si trovava Francioni. L’uomo è stato rinvenuto riverso a terra nella sua camera da letto. In mano aveva un telefono cellulare, forse per cercare di chiamare aiuto. Altra ipotesi degli inquirenti (l’indagine è coordinata dal pm Stefania Ciccioli e affidata ai carabinieri del comando di Recanati e della Compagnia di Civitanova) è che possa essersi trattato di un gesto volontario. Per definire l’esatta origine dell’incendio sono in corso gli accertamenti dei vigili del fuoco. Francioni era un pensionato, per anni è stato custode del cimitero di Recanati. Non aveva figli ed era separato dalla moglie.
(Gian. Gin.)
Morto nel rogo della sua casa, in mano aveva un cellulare: forse cercava di chiamare aiuto
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