Caso Beruschi, il sindaco Ciarapica:
«Fantascienza pensare a ingerenza politica,
la Municipale ha agito d’ufficio»
CIVITANOVA - La vicenda del coordinatore della Lega denunciato per violazione della quarantena è stata discussa in riunione di maggioranza. Richiesta di chiarimento dal consigliere Cavallo (Fdi) sul metodo utilizzato. Dall'opposizione Rossi attacca: «Telecamere per il controllo finalizzato all'applicazione di deplorevoli metodi di intimidazione»
di Laura Boccanera
Il “caso” Beruschi al centro della riunione di maggioranza. Si è parlato anche della denuncia e del verbale stilato dalla polizia municipale al consigliere comunale della Lega ieri sera nel corso della video riunione sulla piattaforma virtuale. Seppur assente il diretto interessato (Beruschi non ha partecipato) alcuni consiglieri hanno chiesto al sindaco delucidazioni rispetto all’accaduto e ai dubbi sollevati.
Tutta la vicenda nasce da un esposto anonimo arrivato alla polizia municipale e sul quale la comandante ha proceduto d’ufficio. Il sindaco oggi però butta acqua sul fuoco: «ho apprezzato che Pino abbia ammesso l’errore, non sempre a livello politico c’è chi chiede scusa» – ha riferito Fabrizio Ciarapica.
Ci sono un verbale e le immagini delle telecamere, che cosa avrebbe potuto fare? «Sì, però non è scontato che abbia chiesto scusa, è un segno di trasparenza, di onestà e di rispetto delle persone».
Era a conoscenza dell’indagine? «Sì, la comandante mi ha informato sull’indagine in corso. Ho saputo che c’era stato un esposto anonimo ma molto dettagliato arrivato via mail protocollato».
A chi è stato inviato solo ai vigili o anche a lei sindaco? «A me arrivano molte mail, è arrivato anche a me, ma ne sono venuto a conoscenza quando la comandante mi ha informato che aveva aperto un’indagine d’ufficio, credo sia stato mandato anche in Procura. Ma l’indagine è partita d’ufficio, come la legge consente e ovviamente senza alcuna ingerenza della politica. Ho saputo poi che Beruschi era stato convocato per fare alcune contestazioni in merito all’infrazione. Pensare che sia una manovra politica è fantascienza».
In quali date vengono controllate le telecamere e quante sono le contestazioni? «Questo non lo so e non lo voglio sapere, conosco a grandi linee questa vicenda. La polizia municipale ha svolto un’attività d’ufficio, dovuta per legge, ed avviene sempre per tutti i casi. La politica con l’attività di indagine della polizia municipale non c’entra nulla».
Ma in realtà ieri sera alcuni consiglieri di maggioranza hanno chiesto conto della questione. La richiesta di chiarimenti è arrivata dal consigliere Costantino Cavallo di Fdi che ha chiesto quanti altri verbali fossero stati elevati con lo stesso metodo e se vi fossero altri episodi raccolti sulla base di segnalazioni anonime.
Oggi il consigliere di opposizione Pier Paolo Rossi fa una riflessione sull’uso delle telecamere al fine di verificare violazioni e reati e riporta i numeri relativi alle contestazioni e verbali elevati nel 2020 per l’errato conferimento dei rifiuti attraverso telecamere mobili. Sono zero. «Le telecamere dell’assessore Cognigni sono inutili, evidentemente, per rilevare le violazioni sul corretto conferimento dei rifiuti (0 verbali, 0 notifiche, 0 incassi nel 2020) ma, a leggere le dichiarazioni di Beruschi, sembrano utilissime per il controllo finalizzato all’applicazione di deplorevoli metodi di intimidazione – commenta Rossi – a me sembra assurdo pensare che il comando di Polizia Locale controlli i movimenti di tutti quelli in quarantena».
Assordante silenzio al momento su tutta la vicenda da parte della Lega che ieri sera aveva annunciato un comunicato di chiarimento sulla vicenda, ma che ad oggi non ha inviato nulla. Al contrario è arrivato un comunicato di encomio per il Covid center, con una clamorosa retromarcia rispetto alle dichiarazioni iniziali.
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Penso che a fronte di una denuncia in flagranza di reato le dimissioni di qualsiasi carica pubblica dovrebbero essere inutili in quanto dovrebbe essere direttamente estromesso/decaduto/licenziato, chiamatelo come vi pare, dalla carica che ricopre per ragioni talmente ovvie che è solo fuffa parlarne. Invece bastano le scuse. Le scuse una cippa di catzo, Lo piaghiamo a quello!
Vi mancava il delatore con tanto di presa fotografica, taccuino per segnare tragitti e soste e con collegamenti con l’intelligence che riusciva a collocare il reo vicino ad ogni telecamera funzionante, di quelle che non riescono mai ad immortalare neanche una demonnezzadeficazione. Anche qui la domanda è sempre quella che si fa ogni buon Ispettore: “A chi giova?”.