Le opere dell’arcidiocesi
ritrovano una casa:
nasce nuovo polo museale

SAN SEVERINO - La Commissione europea ha approvato la modifica del Programma operativo regionale destinando 1 milione e 100mila euro al progetto. Il governatore Ceriscioli: «L’enorme patrimonio artistico di un’area così colpita potrà presto essere fruito di nuovo». Il vescovo Massara: «Sarà il museo della rinascita»
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Il vescovo Francesco Massara

 

Un milione e 100mila euro di fondi europei per realizzare un nuovo polo museale nel palazzo arcivescovile di San Severino. La Commissione europea ha approvato la modifica del Programma operativo regionale delle Marche Fesr 2014-2020 consentendo così di finanziare. Le opere d’arte della diocesi di San Severino e Camerino, attualmente ricoverate in vari depositi, ritroveranno presto una casa: un nuovo polo museale nella sede del palazzo Arcivescovile di San Severino che sarà allestito grazie a un progetto di rifunzionalizzazione deciso dalla Regione. «Ho comunicato questa mattina la buona notizia al vescovo Francesco Massara – ha detto il presidente Ceriscioli –, con grande soddisfazione, perché finalmente l’enorme patrimonio artistico di un’area così colpita potrà presto essere fruito di nuovo. Questo magnifico edificio soddisfaceva, anche per le buone condizioni strutturali, l’esigenza di trovare contenitori idonei al recupero e valorizzazione del patrimonio storico artistico gravemente colpito dagli eventi sismici, con particolare riferimento a quello proveniente dalle chiese e monasteri gravemente lesionati. Sarà un ulteriore motivo di richiamo per questo bellissimo territorio che merita la massima valorizzazione anche culturale e in chiave turistica». «Questa notizia per noi è segno di gioia e speranza – dice il vescovo Massara -. Sarà il Museo della rinascita, perché conterrà tutte le opere della diocesi, un patrimonio immenso e preziosissimo, purtroppo fortemente danneggiato dal sisma, che potrà essere conservato e che costituisce la storia e l’identità del nostro territorio». L’idea progettuale si fonda sul riutilizzo dei locali a sede espositiva non solo come raccolta delle numerose opere d’arte della zona che sono attualmente non visibili, ma anche una sede di laboratori di restauro delle opere – quadri, tavole, affreschi e sculture – che avevano subito danni. Gli interventi riguarderanno un’attenta dislocazione delle diverse funzioni con conseguente predisposizione impiantistica e allestimento, in modo da realizzare ambienti idonei al ricovero-deposito delle opere d’arte, ambienti per la loro esposizione nonché ambienti per lo studio e la consultazione con particolare riferimento al patrimonio archivistico. Saranno inoltre ricavati spazi per funzioni amministrative e ricettive e particolare attenzione sarà data alla creazione di ambienti multimediali. Il prossimo passo sarà la stipula di un accordo, in corso di definizione, fra Regione e Arcidiocesi di Camerino e San Severino, proprietaria dell’immobile e soggetto attuatore dell’intervento, che ne disciplinerà tempi (progettazione, appalto ed esecuzione delle opere) e modalità di rendicontazione della spesa.



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