Visso, poste pronte e mai aperte:
«Ridateci ciò che ci ha tolto il sisma»
A Ussita e Castelsantangelo via il medico
LA DENUNCIA del lettore Gianni Cappa: «Sono passati quasi tre mesi, noi non vogliamo feste o fanfare, mandino pure un inserviente ad inaugurare». Maria Teresa Nori, segretaria di Federcontribuenti, lancia un appello: «In attesa di una nuova assegnazione con tempi lunghi, sarà un grosso problema per chi vive in queste terre»
Ufficio postale pronto dal 10 dicembre e ancora chiuso. A Visso la speranza di un taglio del nastro per la struttura ricostruita dopo il terremoto del 2016 si sta trasformando in una beffa. A segnalarlo Gianni Cappa, abitante di Visso e lettore di Cm, che denuncia la situazione: «Sono passati quasi tre mesi e l’ufficio non viene aperto, forse l’amministratore delegato (o chi per lui) delle poste è troppo impegnato, non può dedicarsi a Visso piccolissimo centro, mandi pure un inserviente ad aprire l’ufficio postale, noi non vogliamo feste o fanfare vogliamo solo recuperare quanto ci è stato tolto dal sisma».
Nelle vicine Ussita e Castelsantangelo inoltre andrà via il medico di base, a dirlo Maria Teresa Nori che è segretaria di Federcontribuenti: «I cittadini ma in particolare gli anziani che abitano a Ussita e Castelsantangelo e nelle frazioni intorno non hanno nessuno e si sentono abbandonati – dice Nori -. Ora che non c’è più il medico di base, in attesa di una nuova assegnazione con tempi lunghi, sarà un grosso problema per chi vive in queste terre». La dottoressa che riceveva a Ussita e Castelsantangelo si è trasferita ad Urbisaglia. «Due centri duramente colpiti dal sisma, con popolazione prevalentemente anziana e con una grave epidemia in atto che ha colpito anche le Marche – rileva la rappresentante dei consumatori – ora non hanno neanche un medico. La Regione doveva muoversi già per tempo come anche il comune di Ussita e non lo hanno fatto». Nori ricorda infine che rischia anche la chiusura del punto farmaceutico in quanto «la dottoressa visitava lì i cittadini di Ussita. Faccio appello alle istituzioni nazionali, alla Federazione dei medici di medicina generale di stare vicino e aiutare le popolazioni di questi due centri che ogni giorno, da ben quattro anni, affrontano situazioni e momenti di estrema difficoltà».

