Follia sul lago, mix allucinogeno:
il 19enne aveva assunto Lsd
Entrambi i ragazzi indagati per spaccio

CINGOLI - Il giovane aveva nel sangue diverse sostanze, tra queste anche cannabinoidi e benzodiazepine. Mercoledì la convalida dell'arresto. Deve rispondere del tentato omicidio dell'amico che era con lui al b&b
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L’ambulanza della Piros e i carabinieri davanti il bed & breakfast

 

di Gianluca Ginella

Follia a Cingoli, il 19enne che ha accoltellato l’amico prima di buttarsi nel lago aveva assunto un mix di sostanze: Lsd, cannabinoidi, benzodiazepine. La procura lo ha arrestato per tentato omicidio, aperto un fascicolo sia verso lui che verso il giovane accoltellato per chiarire come mai nella stanza avessero circa 25 grammi di hashish e 0,9 grammi di marijuana, e se fosse destinata ad essere spacciata, se uno dei due l’avesse venduta all’altro o se si tratti di droga per consumo di gruppo. L’arrestato poi mercoledì comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida, al momento è ricoverato in ospedale a Torrette (sta ai domiciliari).

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I soccorsi al lago

Il 19enne, Francesco Freddi, di Falconara, nella notte di sabato si trovava insieme ad un amico 24enne, romeno, residente a Osimo, in una struttura di Cingoli, il ristorante Lo Smeraldo dove si trova anche il B&B. Il 19enne, da quanto è emerso dalle indagini, aveva assunto diverse droghe: lsd, cannabinoidi e benzodiazepine. Intorno all’1 di notte lui e l’amico avevano iniziato a litigare nella sala del ristorante del b&b, alla presenza del personale, entrando scalzi nel locale. Il ragazzo più giovane a quel punto ha iniziato a lamentarsi: «Sto male, sto male, chiamate il 118». Le cose sono precipitate, il 19enne è diventato aggressivo e se l’è presa con l’amico: «Sei stato tu a fregarmi la vita». Dopo aver preso un coltello da un tavolo lo ha accoltellato al torace (prognosi 10 giorni) ed è stato bloccato dai camerieri e dal titolare del ristorante. Poi il giovane è fuggito e si è buttato nel lago, forse con l’acqua gelida si è ripreso tanto da aggrapparsi a un pilone del ponte di Castreccioni dove poi è stato salvato. Un comportamento che secondo gli inquirenti (indagano i carabinieri della Compagnia di Macerata, coordinati dal pm Enrico Riccioni) sarebbe legato al mix di sostanze stupefacenti. Ora il 19enne deve rispondere di tentato omicidio. Ad assisterlo l’avvocato Roberto Tiberi.

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