Lite alla Civitas
durante una riunione:
arrivano i carabinieri
CIVITANOVA - I militari dell'Arma sono intervenuti per la seconda volta nell'arco di poco più di un mese nella sede dell'azienda. Bocche cucite sulla lite che coinvolgerebbe i vertici e una funzionaria per un controllo su atti amministrativi. Né il presidente Carusone, né l'assessore spiegano i motivi del diverbio
Carabinieri negli uffici della Civitas di Civitanova. Dopo la litigata furibonda tra il presidente Antonio Carusone e una funzionaria degli uffici che lo scorso 5 novembre portò l’Arma a dover sanare una situazione di conflittualità, ieri e oggi i carabinieri sono tornati negli uffici di via Cecchetti. Un clima piuttosto teso quello che si respira negli uffici. Anche stavolta i militari hanno dovuto sanare una situazione di litigiosità sorta a seguito di alcuni controlli da parte del cda e degli amministratori. Era previsto per ieri un tavolo tecnico alla presenza del segretario Sergio Morosi, con l’assessore al bilancio Roberta Belletti e il presidente del cda Antonio Carusone. Difficile ricostruire quale fosse il motivo del diverbio e del controllo dal momento che sull’argomento tutti mantengono il più stretto riserbo. «Non posso dire nulla c’è anche un’indagine in corso e in questo momento non ho dichiarazioni da fare» ha detto l’assessore Belletti. Introvabile invece il presidente Antonio Carusone, che più volte cercato al telefono non ha mai risposto. Ad aver avvertito i carabinieri ieri sarebbero stati però i vertici politici della partecipata e del Comune perchè, pare, non riuscivano ad accedere ad alcuni atti che riguarderebbero accertamenti e scadenze. La lite sarebbe avvenuta anche in questo caso tra i vertici e una funzionaria. Al momento però i carabinieri negano vi sia un’indagine in corso su questo episodio specifico. Tutta la ricostruzione di quanto avvenuto pertanto rimane alquanto fumosa vista anche la reticenza a spiegare da parte di presidente e amministratori. Poco più di un anno fa l’altro episodio che creò sdegno e scalpore: il furto di 7.200 euro in monetine proventi dei parchimetri da parte di una figura interna. Un furto per il quale nessuno ha mai pagato.
(l. b.)
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