Banca Macerata, fiducia nel futuro:
«Marche ancora in congiuntura negativa
ma si può tornare ai fasti del passato»
INTERVISTA al presidente dell'istituto, Ferdinando Cavallini, che conferma come attualmente l’economia del territorio sia in difficoltà. Problemi per edilizia e calzaturiero, vanno meglio meccanica e agro-industria. In ripresa gli acquisti della prima casa. Dal primo gennaio nuovi servizi per la clientela. «Vogliamo diventare la banca di tutti i marchigiani»
di Ugo Bellesi
Quali misure ha messo già in campo, o intende adottare, Banca Macerata per andare incontro alle imprese del territorio?
«Banca Macerata ispira alla consulenza la propria azione di assistenza alle imprese, così come alle famiglie e ai professionisti. “Azione ispirata alla consulenza” significa saper ascoltare le esigenze della clientela, significa saper proporre le soluzioni più idonee alle esigenze rappresentate, significa essere davvero al servizio del cliente, non come venditori di prodotti ma come partners nella ricerca delle soluzioni finanziarie, assicurative e previdenziali più adatte allo scopo. Il tutto sia in sede che fuori sede, cioè sia nelle nostre filiali che nell’azienda e/o, se gradito e richiesto, al domicilio del cliente. Dal prossimo primo gennaio 2020, Banca Macerata sarà anche in grado di fornire qualificata assistenza per tutte le attività connesse con l’esportazione di beni. I nostri clienti troveranno in Banca Macerata una consulenza professionale che aiuterà l’imprenditore anche a svolgere le pratiche burocratiche necessarie per adempiere alle normative di settore. Con questo nuovo servizio vogliamo aiutare le imprese più piccole e meno strutturate a cercare nuovi canali commerciali, favorendone così la capacità di competere e quindi l’aumento dimensionale».
Tra i finanziamenti richiesti dalle imprese locali sono più numerosi quelli per progetti innovativi e investimenti per il futuro o quelli per sanare situazioni problematiche? Quali i settori più in difficoltà e quali vanno meglio?
«Purtroppo non si vede ancora una particolare vivacità nei progetti innovativi, anche se aumentano i giovani che “ci vogliono provare”. Manca però una adeguata cultura finanziaria, perché ancora troppe volte chi si approccia ad un investimento ritiene che basti avere una buona idea per poter accedere al credito bancario. La buona idea è invece solo la base per poter avviare una nuova iniziativa imprenditoriale; è necessario poter anche disporre di una certa quota di capitali di rischio che può essere propria o di terzi (da reperire ad esempio tramite il crownfunding), però vi deve essere. Detto questo, ad oggi le richieste di credito a medio/lungo termine attengono in prevalenza a “situazioni da ristrutturare”. La buona notizia è che il “gap” con le richieste di credito per nuovi investimenti si va riducendo in modo significativo. Al momento i settori che mostrano le maggiori difficoltà sono le costruzioni ed il calzaturiero. Il primo non è ancora uscito dalla profonda crisi che lo attanaglia dal 2010; riteniamo la ricostruzione post-terremoto possa dare quella spinta che può davvero fare la differenza per quel martoriato comparto economico. Il distretto calzaturiero – come quello delle pelli e pelletteria – sta a sua volta vivendo un momento di difficoltà che però non è uguale per tutte le aziende. La differenza la fa il prodotto, il brand e la rete commerciale per i leader; la possibilità di lavorare per grandi marchi per i terzisti. I settori che vanno meglio sono invece la meccanica e l’agro-industria. Prospettive molto positive le intravedo nel turismo di qualità che però necessiterebbe di poter contare su infrastrutture fisiche e logiche più efficienti. La ricostruzione post-terremoto dovrà avere ben presente questa necessità se vorrà essere anche un’opportunità di rilancio economico per tutte le zone interne del maceratese, e non solo».
Le famiglie fanno mutui per acquistare la casa o un’auto oppure sono più numerose quelle che hanno bisogno soltanto di un “aiuto” per arrivare a fine mese?
«La risposta a questa domanda sconta necessariamente la limitata dimensione di Banca Macerata che naturalmente non ha la percezione dell’intero mercato. Le richieste delle famiglie che giungono a Banca Macerata sono finalizzate prevalentemente all’acquisto della prima casa che di recente ha ripreso vigore per il livello davvero molto basso dei tassi di interesse».
Banca Macerata è l’unica banca che ha la direzione generale nel territorio, quindi lei, come presidente, ha ben presente la situazione economica non solo della provincia di Macerata ma anche della regione. Quale il suo giudizio?
«Tutti gli osservatori economici sono concordi nel valutare tuttora molto debole la congiuntura economica marchigiana. La Regione ha subito crisi industriali davvero rilevanti, alle quali si è aggiunto il fallimento di Banca Marche che è sempre stata il riferimento naturale delle imprese marchigiane. Tutto ciò ha portato la Regione verso una struttura economica e performance vicine a quelle registrate dalle regioni del centro-sud. E’ necessario un rilevante impegno complessivo, tanto nella definizione di nuovi modelli di sviluppo economico regionale, quanto nella incentivazione di politiche industriali che aiutino la nascita di nuove imprese e la crescita di quelle esistenti. Le Marche hanno una lunga tradizione manifatturiera che al momento appare un po’ appannata. Credo che questo sia solo un momento di assestamento dal quale ripartire per tornare ai fasti del passato».
Il futuro delle banche sarà dominato inesorabilmente dalla digitalizzazione di tutte le attività. C’è il rischio che si perda il contatto che una banca deve avere con la clientela per fornire assistenza creditizia, finanziaria, assicurativa e previdenziale? Come intendete rimediare?
«Questa è la vera sfida che deve affrontare una Banca locale che vuole essere “moderna”. Non si può fare finta di non accorgersi di quanto potrà cambiare il modo di fare banca indotto dall’evoluzione tecnologica, ma non si deve neppure fare l’errore di ritenere che tutta la clientela potrà fare a meno del contatto con il proprio consulente. Sulla base di queste considerazioni, Banca Macerata si è strutturata per coniugare fisicità e digitalizzazione, tradizione e innovazione. Pertanto assicura la vicinanza al cliente con le filiali, i Punti consulenza e i consulenti che raggiungono il cliente dove desidera. Alla qualificata consulenza diretta associa avanzati servizi tecnologici nei pagamenti elettronici, e non solo, nonché evolute apparecchiature posizionate nelle filiali e nei punti consulenza. A breve sarà inaugurato un Punto consulenza a Civitanova Marche che sarà dotato di strumentazione atta a consentire la consulenza “da remoto”; cioè la possibilità di parlare con un consulente a distanza. Ancora una volta sarà così coniugata fisicità e digitalizzazione, tradizione e innovazione. E’ questa la nostra risposta alla crescente digitalizzazione dell’attività bancaria».
Banca Macerata ha coperto alcune sedi delle aree terremotate, ha portato la sua presenza nel Fermano e in Ancona. Inoltre il primo semestre 2019 si è chiuso con risultati più che lusinghieri. A quando uno sguardo verso l’Umbria?
«Banca Macerata ambisce a crescere e a sostituire Banca Marche come banca di tutti i marchigiani. Occorrerà tempo ma la strada è tracciata ed è irreversibile perché l’economia del territorio ha necessità di una banca locale che interpreti la sua funzione con modernità ed efficacia. L’apertura della superstrada Civitanova-Foligno ha molto avvicinato il maceratese all’Umbria, regione che ha sofferto come e forse più delle Marche sia sul piano economico che sul piano bancario. Pertanto, è naturale che Banca Macerata rivolga la sua attenzione verso quei territori. Non c’è da aspettare molto. Stiamo già lavorando per poter offrire anche al mercato umbro in generale, e al territorio di Foligno in particolare, il modello di Banca locale che Banca Macerata ha l’orgoglio di proporre».


Ai fasti del passato ci torneranno le banche, i clienti delle stesse forse no.