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Pignataro premiato a San Patrignano:
«Dedicato a tutti i poliziotti
e ai ragazzi morti per la droga»

IL VIDEO della cerimonia oggi in occasione del “WeFree days”, il riconoscimento “Personalità dell’anno” conferito al Questore di Macerata dai 1300 ragazzi ospiti della comunità. Presente anche il sindaco Carancini
mercoledì 9 Ottobre 2019 - Ore 17:20 - caricamento letture
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L'intervento del questore Antonio Pignataro dopo aver ricevuto il premio a San Patrignano
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E’ stato conferito oggi al questore di Macerata Antonio Pignataro, nel corso di una tavola rotonda svoltasi nell’ambito del “WeFree days” alla comunità di San Patrignano, avente come tema l’emergenza tossicodipendenza e l’aggravarsi sempre maggiore delle conseguenze che essa ha sulle giovani generazioni, il premio “Personalità dell’anno” conferito all’unanimità dai 1300 ragazzi ospiti della comunità.

 

Il questore Antonio Pignataro con il premio e il Capo della Polizia Franco Gabrielli

 

“Per l’impegno e il coraggio pluridecennale nel contrasto allo spaccio. Per non essersi arreso ad una società che vuole l’uso di droga sempre più accettato e normalizzato”, la motivazione del premio.

Il questore Antonio Pignataro premiato a San Patrignano

Lo stesso questore è apparso molto commosso per il riconoscimento: «Ricordo i genitori venuti da me disperati per l’apertura dei cannabis shop a Macerata e per questo mi sono impegnato a fare di tutto per contrastarli e dare a queste madri e padri un barlume di speranza. E’ un premio che riempie il mio cuore e l’anima perché arriva da ragazzi che si stanno riappropriando della loro vita. Voglio dedicarlo all’intera questura di Macerata, ai poliziotti che hanno perso la vita per adempiere al loro dovere e a tutti i ragazzi che hanno perso la vita a causa della tossicodipendenza”.

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, e il sindaco di Macerata, Romano Carancini, durante la cerimonia a San Patrignano

La cerimonia è stata particolarmente toccante, suscitando intensa emozione in tutti i partecipanti e, in particolare, nei ragazzi ospiti della Comunità, quando il questore, nel ringraziare gli stessi ragazzi di San Patrignano,  ha invitato tutti a osservare un minuto di silenzio per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita a causa della droga. La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della comunità di San Patrignano Prenna, del Capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli, del sindaco di Macerata Romano Carancini e di altre autorità dello Stato, oltre che di illustri scienziati e professori universitari italiani e americani. «La produzione mondiale delle droghe, a partire da quelle tradizionali, lungi dal diminuire aumenta e aumenta esponenzialmente – ha detto il Capo della Polizia, Franco Gabrielli – Eroina, cocaina, cannabis sono ancora oggi le droghe più diffuse nel nostro Paese – ha aggiunto – da due anni è ripresa a salire l’incidenza delle morti per overdose, è aumentato il consumo e si è abbassata l’età del consumo». Una situazione figlia di una normalizzazione dell’uso di droghe.

Il questore Antonio Pignataro e il sindaco Romano Carancini

«Nonostante l’attività di contrasto – ha proseguito Gabrielli – ci sono stati sdoganamenti culturali che hanno riaperto il dibattito sulla liberalizzazione delle droghe, non comprendendo che questo è un approccio pericoloso che inquina pesantemente la nostra società». Inoltre, ha sottolineato ancora il Capo della Polizia, «c’è un inquinamento criminale, il network criminale che si chiama ‘Ndrangheta” e che gestisce una grossa parte del “traffico della cocaina reinveste i proventi di questa vendita. C’è un inquinamento economico, così che il pianeta droga riguarda non solo la salute, ma anche l’economia». «Con la mia presenza oggi alla Comunità di san Patrignano – ha affermato il sindaco Romano Carancini – ho voluto compiere un gesto simbolico a nome della città, un segno di gratitudine sia nei confronti del questore Antonio Pignataro ma anche verso tutte le forze di polizia che si sono battute a fianco della comunità per contrastare lo spaccio e le illegalità nel campo delle diverse forme delle dipendenze patologiche. Ho indossato la fascia della città e affiancato il questore come segno ulteriore della volontà di collaborazione con le forze di polizia per continuare a lavorare in funzione della crescita della città e far sì che essa che possa vivere una situazione di pace e di serenità».

 

 

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