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Sisma, 15 milioni per le imprese:
il rilancio passa dal Made in Italy

RIPARTENZA - Sono 57 i progetti finanziati dalla Regione grazie a fondi europei. L'assessore Manuela Bora: «Le piccole e medie imprese hanno saputo cogliere questa opportunità, puntando su progetti innovativi di grande qualità»
venerdì 12 Luglio 2019 - Ore 13:45 - caricamento letture
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Manuela Bora

 

Rilancio Made in Italy nelle zone terremotate: finanziati 54 progetti con 15 milioni di euro per 28 milioni di investimenti. Su 67 progetti pervenuti, sono 54 quelli che sono stati finanziati con fondi europei con il bando 2018 Por Fesr per il rilancio produttivo delle zone terremotate delle Marche attraverso il sostegno alla competitività del Made in Italy. I contributi consentiranno 28 milioni di investimenti, proposti dall’aggregazioni delle imprese (almeno tre per progetto). La previsione è che vi saranno 120 nuove assunzioni, tra stabilizzazioni, contratti nuovi o atipici. Il filo conduttore degli investimenti sarà l’innovazione, applicata nell’agroalimentare, nella meccatronica, nei settori della moda, casa, salute e benessere. «Questa graduatoria è un’ulteriore risposta al rilancio delle aree devastate dal sisma, puntando sull’innovazione come volano per uscire dalla crisi – dice l’assessore alle Attività produttive, Manuela Bora –. La strada percorsa è quella degli investimenti negli ambiti del Made in Italy, attraverso la rivitalizzazione delle filiere produttive. Le piccole e medie imprese hanno saputo cogliere questa opportunità, puntando su progetti innovativi di grande qualità e scegliendo di farlo attraverso forme di aggregazione in filiera. Testimonia la voglia di ripartire degli imprenditori». Le proposte finanziate dalla Regione mostrano un orientamento imprenditoriale verso attività strategiche trasversali, come l’introduzione dei sistemi di tracciabilità e il risparmio energetico. I contributi consentiranno nuove forme di marketing (nuovi prodotti, piattaforme interattive), la registrazione di marchi collettivi e l’acquisizione di certificazioni. Tra i progetti ammessi al finanziamento emergono quelli destinati a realizzare ambienti di vita interamente domotizzati e controllabili da remoto; l’introduzione sul mercato di alimenti freschi confezionati; il riutilizzo di materiali naturali nell’ottica dell’economia circolare.

La graduatoria è la terza approvata nel 2019 per la valorizzazione delle aree interessate dal sisma. Le due precedenti hanno riguardato, a marzo, gli investimenti produttivi (insediamento nuove attività, ristrutturazione aziendale, diversificazione produttiva: 74 progetti sostenuti con 23 milioni di euro e 84 milioni d’investimento); a maggio, la valorizzazione delle imprese sociali (40 attività finanziate con 4,8 milioni per 7,2 milioni di investimenti).



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