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Export manifatturiero,
calo per micro e piccole imprese
La speranza guarda alla Cina

DATI DI CONFARTIGIANATO che fotografano come nelle Marche, rispetto al 2017, ci sia stato un calo dell'1,7%. Giorgio Menichelli: «La Via della Seta è un accordo che valutiamo positivamente. Con la Cina a livello nazionale c'è un trend positivo per i settori di Mpi che sono il tessuto del nostro territorio, le nostre aziende potranno sfruttare questo andamento»
martedì 26 Marzo 2019 - Ore 19:30 - caricamento letture
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Giorgio Menichelli

 

Sulla Via della seta, crescono le esportazioni in Cina. Un trend positivo, dice uno studio di Confartigianato, per il 2018 e un mercato a cui guardare. Anche se, in linea generale, nel 2018 le esportazioni dei settori manifatturieri a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese (Mpi) delle Marche sono diminuite dell’1,7% rispetto al 2017 (pari a 73,3 milioni di euro). Una diminuzione «imputabile all’andamento negativo degli articoli in pelle e simili (escluso abbigliamento) che segna il meno 5,7%; in calo anche il settore mobili (-2,2%), che invertono la tendenza del 2017 (+1,8%), e i Prodotti delle altre industrie manifatturiere con il -1,6%» dice Confartigianato. I settori invece le cui esportazioni registrano segno positivo sono quelli dell’alimentare (più 7,3%), tessile (+ 6,9%) che inverte la dinamica del 2017 (- 4,3%), legno e prodotti in legno con il +3,2%, articoli di abbigliamento con il +3,1% in controtendenza rispetto al 2017 (-2,1%) e prodotti in metallo, in attenuazione al confronto con il 2017 (+5,9%). Per quanto riguarda le province, l’export cresce solo ad Ancona (più 3,6%) mentre Macerata segna un meno 1% (nel 2017 il dato era peggiore: meno 3%). La provincia che registra il dato peggiore è Fermo: meno 7,1%. Per quanto riguarda i Paesi dove vengono esportate le merci, spicca la crescita della Svizzera (più 7,6%), che significa 19,3 milioni di euro in più di cui il 44,2% è determinato dagli articoli in pelle e simili (non abbigliamento). Cresce anche l’Albania: più 7,1%. Segnali positivi anche dalla Germania con il +4,8% pari a 21,6 milioni di euro in più (di cui il 43,8% determinato da Articoli in pelle), Spagna con il +3,9% pari a +5,9 milioni di euro, Francia con il +3,1% (pari a +15,8 milioni di euro), Hong Kong con il +2,5%, pari a 2,6 milioni di euro, e Stati Uniti con il +2,0% (+7,1 milioni di euro). Diminuiscono invece le vendite in Russia (meno 12,2%), pari a meno 34,1 milioni di euro, interamente imputabile al comparto degli Articoli in pelle (-34,6 milioni di euro) e nel Regno Unito con il -8,5%, pari a 19,3 milioni di euro in meno, per il 72,6% rappresentati dalla diminuzione di export di Articoli in pelle. In diminuzione anche Romania con il -7,0%, Turchia con il -4,2%, Paesi Bassi con il -4,0%, Belgio con il -0,9% e Polonia e Cina entrambe con il -1,5%. A livello nazionale nel 2018 l’export dei settori di Mpi è cresciuto del 2,5% e tra i primi trenta mercati, nei quali si concentra l’85,8% dell’export, si registra una crescita a doppia cifra per Corea del Sud (+11,2%), Svizzera (+10,9%) e Cina (+10,8%). «Ed è proprio la Cina, protagonista del recente accordo governativo con il nostro Paese, ad essere uno dei mercati più attivi per le esportazioni nei settori di Mpi a fronte invece di un calo del 6,9% degli altri settori. I settori di Mpi più dinamici sono Abbigliamento (+37,1%), Pelle (+8,4%, al cui interno le Calzature segnano un +16,8%), Tessile (+5,6%) e Mobili (+5,1%). In salita anche Prodotti delle altre industrie manifatturiere (+3,2%)». «La Via della Seta è un accordo che valutiamo positivamente – dice Giorgio Menichelli, segretario generale di Confartigianato imprese Macerata-Ascoli-Fermo. Se in generale il saldo commerciale tra l’export di beni in Cina, che ammonta a 13.169 milioni di euro a fronte di un import di 30.780 milioni di euro, è in peggioramento di 2.640 milioni di euro, dobbiamo però sottolineare che allo stesso tempo quello nei settori di Mpi migliora di 324 milioni di euro. Ed è questo trend positivo che ci fa ben sperare, proprio perché la base del tessuto imprenditoriale del nostro territorio è costituita da micro e piccole imprese, che potranno quindi sfruttare l’andamento positivo delle esportazioni ed aumentare il peso del made in Italy sui mercati cinesi, sfruttando le agevolazioni previste dall’accordo».



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