Croce rossa dal Canada con Unicam:
«Il centro di Camerino sembra la Siria»
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ACCORDO - Presentato il progetto per la realizzazione di una nuova ala del campus universitario: previsti 37 nuovi appartamenti per 135 posti letto. Il vice presidente dell'associazione d'oltreoceano Pascal Mathieu: «Siamo qui, dove si insegnano i valori umanitari, per ricostruire»
di Gabriele Censi
La visita della zona rossa di Camerino evoca ancora scenari di guerra, ieri al proprio arrivo è stata la delegazione canadese, che ha fatto una importante donazione a Unicam, a vivere questa situazione. Il vice presidente della Croce rossa canadese Pascal Mathieu ha usato un paragone forte: «La zona rossa di Camerino mi ricorda ciò che ho visto in Siria, una zona di guerra, siamo qui per ricostruire e meglio, qui dove si insegnano i valori umanitari». L’occasione di oggi è stata la presentazione del progetto che prevede un ampliamento dell’attuale campus con 37 nuovi appartamenti per 135 posti letto, le gare saranno fatte entro l’anno con l’obiettivo di aprire i cantieri in primavera e avere la struttura per il nuovo anno accademico. Ad ascoltare il racconto del rettore di come Unicam ha affrontato questi due ultimi anni, con i rappresentanti della Croce rossa, c’erano anche il consigliere dell’ambasciata canadese Marc-Antoine Dumas e il presidente del Congresso Italo-Canadese Giuseppe Asaro. E’ stato lui a chiudere l’incontro ricordando i tanti marchigiani in Canada che si sono adoperati subito per aiutare i concittadini. Da loro è partita l’iniziativa, a pochi giorni dal sisma, che ora si è concretizzata.
«Hanno compreso che lo sviluppo passa anche attraverso l’ateneo – ha detto il rettore Claudio Pettinari – parliamo di strutture definitive di pregio che andranno a completare un campus già riconosciuto come una sorta di college all’americana, siamo felici di questa donazione, inoltre spero che si possa fin da oggi stabilire con questi soggetti un rapporto di collaborazione per essere operativi domani nella formazione e nella consapevolezza dell’importanza del volontariato, speriamo di aprire contatti anche con gli atenei canadesi». «Tra i principi che abbiamo – ha sottolineato il vice presidente della Croce rossa italiana Gabriele Bellocchi – c’è l’universalità, e oltre a condividere tra le Croci rosse abbiamo coinvolto anche il governo e la comunità canadese, ripartire da Camerino e dall’università è un segno che Croce rossa riparte dai giovani che sono non solo il presente ma anche il futuro».
Il progettista è Raffaele Mennella del dipartimento di Progettazione e costruzione dell’ambiente di Unicam, che è autore anche dell’attuale campus, nato dopo il sisma del 1997 e disegnato seguendo la storia del territorio: «L’orografia determina costruzione e ricostruzione del paesaggio. La fortezza e il cimitero segnano una linea da est a ovest simbolica, un uso del suolo secondo leggi armoniche, la dolcezza del paesaggio è la sua bellezza ma anche la sua fragilità»


